MESSINA

Black-out
crea disagi
Papardo in tilt

Un doppio guasto sulla linea di media-alta tensione, ha creato problemi nella zona nord di Messina. In ginocchio l’ospedale “Papardo” dove la Direzione Generale è stata costretta a sospendere l’attività delle sale operatorie e dei laboratori clinici.

Black-out
crea disagi
Papardo in tilt

La linea di media-alta tensione è saltata – per cause che l’Enel sta ancora accertando - nel cuore della notte ed ha messo in ginocchio l’intera zona nord in una giornata – come quella odierna – di grande calura. Il doppio guasto del cavo interrato lungo la via Consolare Pompea, a Fiumara Guardia, tra i numeri civici 1316, 1343 e 1357. Le squadra di pronto intervento dell’Enel sono intervenute nel giro di quaslche ora. I due punti di rottura dei cavi sono stati individuati grazie al “il laboratorio mobile” che consente d’individuare il punto di scavo. Nel giro di qualche ora i tecnici dell’Enel sono così riusciti, con delle linee secondarie, a riattivare la linea di bassa tensione, riportando l’energia elettrica nelle abitazioni. Più difficoltoso il ripristino della linea di media-alta tensione che ha messo in ginocchio l’ospedale “Papardo”, nonostante il ripristino della linea con il cosidetto “cavo-attrezzo” volante, alle 10.45. Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, Armando Caruso, dopo aver inviato una vibrata lettera di protesta al’Enel e, per conoscenza al Prefetto Francesco Alecci, si è visto costretto a sospendere l’attività delle sale operatorie. L’attivazione del gruppo elettrogeno della struttura sanitaria non consente infatti di far fronte – date le alte temperature – al fabbisogno di aria condizionata, garantita così solo nei reparti di Rianimazione ed Utic, con disagi per il personale medico e paramedico ma soprattutto per i degenti. Sospese al “Papardo” anche le attività di laboratorio e terapeutiche mentre anche alcune apparecchiature di Terapia Intensiva non si sono potute utilizzare perché le batterie che le alimentano erano scariche. Decine di utenti hanno protestato per l’impossibilità di effettuare esami clinici o terapie neoplasiche. L’Enel aveva offerto un gruppo elettrogeno aggiuntivo per sopperire ai disagi ma il Direttore Generale lo ha rifiutato perché non avrebbe consentito di sopperire ai disagi senza il ripristino della normale linea “dedicata”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400