Le reazioni

Dimissioni sono atto
folle e irresponsabile

Duro affondo degli ex alleati dell’Udc, del Pd, di Fli e del movimento Reset. Durissima la nota del capogruppo al Senato e segretario regionale siciliano dell’Udc, Gianpiero D’Alia, compagno di avventura di Buzzanca sino a qualche giorno fa.

calabrò e grioli

Felice Calabrò e Giuseppe Grioli

«Giuseppe Buzzanca non accampi scuse e non dia interpretazioni fuorvianti e prive di senso sulle sue dimissioni da sindaco di Messina. Non ci sono motivazioni politiche
che le giustificano, ma solo un bieco interesse personale: quello di tornare a fare il deputato regionale». È durissima la nota del capogruppo al Senato e segretario regionale siciliano dell’Udc, Gianpiero D’Alia. «Sull’altare di questo interesse – continua – e per la seconda volta, Buzzanca condanna Messina ad un lungo e dannoso periodo di commissariamento.

Pesantissimo il commento anche del Partito Democratico, con una nota firmata dal segretario cittadino Giuseppe Grioli e dal consigliere Felice Calabrò. «Chi riceve dai cittadini il mandato di sindaco dovrebbe governare la propria città fino alla fine del mandato – tuonano –. Nel 2008 il centrodestra ha composto un cartello elettorale ma non una coalizione di governo. Le fratture sono emerse il giorno dopo l’insediamento della nuova amministrazione e questo è stato un danno per Messina.

Non è mai stato tenero e non lo è neanche l’ultimo giorno il capogruppo di Fli, Nello Pergolizzi. «Le dimissioni del sindaco sono l’epilogo naturale di una alleanza elettorale
fatta al solo scopo di vincere le elezioni amministrative del 2008, tra gruppi che nulla avevano in comune come idee politiche e amministrative, e con un candidato a capolista
e oggi sindaco dimissionario, che non era nelle condizioni di fare il sindaco per capacità amministrative, politiche, gestionali e manageriali.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi