Palazzo Zanca

Adesso si attende
il commissario

Con le dimissioni di Buzzanca per la terza volta negli ultimi 10 anni la città viene affidata a un funzionario regionale. La fascia tricolore a Miloro. Si dimette Corvaja. Duro affondo dell’ex assessore all’Urbanistica: «Il Pdl è un partito inesistente, prevalgono le scelte personali»

Palazzo Zanca

La nomina a vicesindaco dell’assessore alle Politiche finanziarie Orazio Miloro era scontata. Ma c’è una novità. Miloro, assieme all’assessore alla Mobilità urbana Melino Capone, avrà anche l’incarico di soggetto attuatore dell’ordinanza di protezione civile per l’emergenza legata all’alluvione del 2009. Buzzanca, prima di lasciare il Comune,
ha voluto creare una sorta di “task force” in grado di fronteggiare qualsiasi emergenza di protezione civile (la delega al ramo è stata attribuita all’assessore alle Manutenzioni e alle Politiche del Mare Pippo Isgrò), a cominciare dall’allerta meteo prevista tra sabato e domenica. Ma a far rumore sono le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Pippo Corvaja, che non fa parte della truppa degli ex alleati dell’Udc, ma è ancora componente del Comitato cittadino del Pdl. Il suo gesto rispecchia il profondo stato di disagio di alcune correnti del partito, in particolare quella che fa capo al deputato regionale uscente Nino Beninati. Corvaja, infatti, accompagna la lettera ufficiale con un comunicato stampa nel quale si spiegano le vere ragioni dell’addio prima del tempo, cioè prima dell’arrivo del commissario straordinario.
«Ho sperato, mi sono illuso, ho creduto che il mandato conferito dagli elettori al sindaco di questa città fosse di così tale ampiezza, a 360 gradi, essendo il sindaco di tutti, da non consentire valutazione diverse se non quella di continuare a operare per il bene comune e richiedere un nuovo mandato per completare il lavoro avviato, quale il nuovo Prg, e rilanciare Messina. Purtroppo le mie speranze sono naufragate». Segue l’affondo: «Il sindaco Buzzanca, per scelte personali (forse ci cono state riunioni di partito a
cui non ho partecipato, sic!), consegna, per la seconda volta, la città a un commissario rinunziando di fatto al mandato ricevuto. Preso atto delle dimissioni del sindaco, mi è sembrato doveroso rinunciare al mio incarico, ormai politicamente inesistente.

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