Mazzarrà S. Andrea

Discarica “affollata”
è protesta

Sovraccarica anche per la chiusura di Bellolampo, alcuni camion respinti. I sindaci di Furnari e Terme Vigliatore evidenziano rischi e disagi connessi.

discarica mazzarrà

La chiusura della discarica di Bellolampo ha incrementato i conferimenti di rifiuti nell’invaso di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina, che
da Ferragosto consente l’accesso per lo smaltimento anche alla carovana di autocompattatori provenienti da Palermo. E sul territorio attraversato dagli automezzi
carichi di spazzatura è già allarme anche perché l’incremento fisiologico dei rifiuti in fermentazione dovuto alla maggiore presenza sul territorio provinciale di villeggianti, causa già ritardi nei conferimenti in discarica, soprattutto agli automezzi provenienti dai Comuni al di sotto dei 10 mila abitanti costretti a lunghe attese davanti ai cancelli dell’impianto di contrada Zuppà, nell’alveo del torrente Mazzarrà. Il presidente di TirrenoAmbiente, il farmacista Francesco Cannone, minimizza e afferma che «da Palermo arrivano solo 5 automezzi al giorno». E sulle attese ai cancelli della discarica afferma che «in agosto, per le presenze turistiche, si passa dalle 800 tonnellate al giorno di rifiuti in discarica a ben 1.500, quasi il doppio. Ciò comporta – aggiunge Cannone – attese più lunghe del solito a cui si aggiungono problemi di sicurezza». Sul territorio attorno alla discarica insorgono i Comuni. Primi fra tutti Furnari e Terme Vigliatore dove si registrano iniziative dei sindaci e dei comitati di protesta. «In questi giorni – afferma il sindaco di Furnari Mario Foti – si sta creando una situazione di enorme disagio derivante dallo svernamento dei rifiuti provenienti dall’invaso di Bellolampo, chiuso per l’incendio. I camion sono in fila alle porte della discarica. Ci sono notevoli rallentamenti nel conferire".

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