Emilia

Sisma, un mese dopo
12 scosse nella notte

Sono state 12 le scosse di terremoto registrate nella notte nelle zone terremotate dell'Emilia. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), degli eventi sismici avvenuti tra le 23:40 di ieri e le 5:20 di oggi

Sisma, un mese dopo
12 scosse nella notte

Sono state 12 le scosse di terremoto registrate nella notte nelle zone terremotate dell'Emilia. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), degli eventi sismici avvenuti tra le 23:40 di ieri e le 5:20 di oggi, il più forte è stato alle 23:48 con magnitudo 3.5 ed epicentro tra le province di Modena e Mantova; gli altri hanno avuto magnitudo comprese tra i 2 e i 2.9 gradi della scala Richter.

 

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Nella pianura dell'Emilia ieri si sono superati abbondantemente i 35 gradi. Temperature implacabili, rese ancor più soffocanti dall'umidità. E' il caldo che devono subire gli sfollati del sisma: compresi quelli in Lombardia e Veneto 14.071 persone, 13.525 in Emilia-Romagna. Di questi 9.652 vivono nei campi tende. L'obiettivo che hanno tutti, a un mese dalla scossa del 20 maggio, è tornare alla vita di tutti i giorni. Non è facile. L'ha ricordato a chi abita a soli 30 chilometri dal terremoto, ma non lo vive sulla propria pelle, l'assessore Regionale alla Salute, Carlo Lusenti, che parlando a Bologna ad una platea accaldata durante una inaugurazione 'en plein air', ha detto: "se vi sembra che questa situazione in cui stiamo discorrendo sia disagevole, pensate a chi sta sotto le tende, e ci starà per settimane".

Scosse a parte ora è infatti il caldo il nemico 'numero uno'. Certo, nelle tendopoli sono stati portati circa 2.000 condizionatori: solo che non in tutti i 37 campi l'energia elettrica era sufficiente per alimentarli, così Enel ha avviato un intenso lavoro di potenziamento delle linee. Mentre alcune amministrazioni - come quella di Correggio, peraltro non senza polemiche - hanno iniziato a sollecitare il rientro a casa di chi ce l'ha agibile ma vive ancora all'aperto per paura. Perché, sisma o non sisma, si cerca di riprendere le attività normali: le verifiche strutturali che avanzano. Sono 11.333 gli edifici controllati: 3.977 agibili, 2.658 temporaneamente o parzialmente inagibili, i restanti 4.698 sono inagibili. Il 45% dei plessi ad uso scolastico è agibile, e il 38% sarà agibile con provvedimenti. Vasco Errani, presidente della giunta regionale ma anche commissario straordinario alla ricostruzione ha ordinato proprio ieri l'avvio degli interventi urgenti di ripristino di 152 istituti. Si punta a farli riaprire a settembre con l'inizio dell'anno scolastico. Intanto ieri alcuni studenti di terza media, come per esempio, quelli dell'istituto Bonati di Bondeno hanno iniziato i loro orali in una tensostruttura. Nel Modenese si stima di aver riaperti gli ospedali di Carpi e Mirandola al più presto, già in autunno. E se continuano le demolizioni (quasi completata quella della torre campanaria della chiesa di Buonacompra, uno dei simboli del sisma che il 20 maggio ha devastato il ferrarese), partono anche i lavori di messa in sicurezza. A Mirabello si lavora a rinforzare il campanile ancora in piedi. Un lavoro duro, ma a cui si unirà ora anche una task force di Regione Emilia-Romagna e ministero dei Beni culturali, messa in piedi per recuperare gli edifici ecclesiastici e storici danneggiati dal sisma. A breve verrà siglata un'intesa per gestire l'emergenza. E se a Mirandola è già ripartita la prima multinazionale del biomedicale, si prepara a ripartire anche con il commercio. In quella stessa cittadina un'ottantina di commercianti hanno dato la loro disponibilità a ricollocare temporaneamente le loro attività in una sorta di area commerciale dentro moduli o container. Altrettanto accadrà a Finale Emilia. Anche il tradizionale Festival della Filosofia di Modena, non trasloca, ma cerca sedi agibili. Perché se basta trovare una nuova sede in attesa di risistemare quella vecchia, è come scommettere che basta poco per ripartire.

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