Attentato caserma cosenza

Inchiodato dal video,
l'ha fatto per una multa

Ha ammesso tutto Riccardo Gaglianese, il 19enne cosentino fermato ieri pomeriggio dai militari dell’arma dopo l'attentato incendiario alla caserma Grippo ddei Carabinieri a Cosenza. Alla base del folle gesto- pare- la reazione inconsulta ad una multa che gli sarebbe stata elevata il giorno prima con ritiro di patente

incendiario cosenza

Non ha potuto fare altro che ammettere le sue responsabilità di fronte a quelle immagini nitide delle telecamere di sorveglianza che lo riprendevano mentre buttava la benzina e dava fuoco alla finestra e al portone dell’ingresso secondario della caserma Grippo dei carabinieri, in pieno centro a Cosenza, Riccardo Gaglianese, il 19enne cosentino fermato ieri pomeriggio dai militari dell’arma. E’ stato rintracciato a Paola a casa di amici,  dove si era rifugiato dopo l’attentato. Alla base del folle gesto- pare-  la reazione inconsulta ad una multa che gli sarebbe stata elevata il giorno prima con ritiro di patente. Gaglianese ha piccoli precedenti per furto, rapina e incendio, quindi non era nuovo all’utilizzo delle bottiglie incendiarie. Ora dovrà rispondere di incendio e porto abusivo di bottiglia incendiaria che equivale al porto abusivo di arma impropria. Gli investigatori dei carabinieri hanno lavorato senza sosta per arrivare ad individuare l’autore dell’atto intimidatorio. Hanno  visionato ore e ore di registrazioni delle varie postazioni di videosorveglianza dislocate nell’area Cosenza-Rende, risultate fondamentali. Sono riusciti ad intercettare Gaglianese mentre riempiva ad un distributore una tanica di benzina. Un atto premeditato e portato a termine con una sorta di spavalderia senza preoccuparsi delle telecamere della caserma: è andato a volto scoperto, e non certo per ingenuità, come hanno confermato gli stessi inquirenti nel corso della conferenza stampa. Atteggiamento avvalorato anche dalla supponenza con cui avrebbe risposto durante l’interrogatorio: alla prospettiva del risarcimento dei danni in caso di responsabilità accertata nel dibattimento lo stesso avrebbe detto di non essere affatto preoccupato perché non avendo soldi sarà lo stato a pagare. Una tracotanza derivante – ha sottolineato il procuratore aggiunto del tribunale di Cosenza Domenico Airoma – da un senso di impunità diffuso. Spia di una pericolosa deriva sociale.  

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