"Ce la faremo da soli"

Catricalà: non siamo
sudditi dell'Ue

''La nostra idea è che ce la faremo da soli. Non abbiamo bisogno di nessun aiuto in senso tecnico, ma sappiamo anche che questo periodo di transizione sta diventando troppo lungo, i mercati ci mettono troppo a riconoscere i nostri meriti, la buona salute dei conti pubblici''.

Catricalà: non siamo
sudditi dell'Ue
''La nostra idea e' che ce la faremo da soli. Non abbiamo bisogno di nessun aiuto in senso tecnico, ma sappiamo anche che questo periodo di transizione sta diventando troppo lungo, i mercati ci mettono troppo a riconoscere i nostri meriti, la buona salute dei conti pubblici''. E' quanto afferma in una intervista al Corriere della Sera, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricala' che all'ipotesi di richiesta dello scudo anti-spread che comporterebbe la firma di ulteriori obbligazioni con l'Europa, aggiunge: ''Non abbiamo timore di fare un memorandum of understanding. Significherebbe solo confermare impegni gia' assunti'', ''non siamo e non vogliamo diventare sudditi della Ue, ne siamo fondatori e stiamo lavorando per l'Italia''. Catricala' sottolinea che ''i Conti dello stato vanno bene''. Per questo, fa sapere, ''non ci sara' un decreto di correzione'' e ''non ci saranno tagli agli stipendi pubblici e non toccheremo le tredicesime''. Per quanto riguarda il capitolo dismissioni, il sottosegretario afferma di non pensare che ''sia realistico spingersi oltre i 15-20 miliardi l'anno''. ''Le societa' pubbliche - aggiunge - sono un bene primario, non ne perderemo il controllo. Si tratta di capire quali quote, prive di rilevanza strategica, potranno essere dismesse''. ''E' chiaro - prosegue - che il ministro dell'Economia, certamente per Finmeccanica, vigila'', ''per alcune societa' in particolare, da Eni a Enel, sino a Terna, scalate ostili le vedo inimmaginabili, solo persone poco avvedute progetterebbero operazioni su attivita' regolamentate e contro il governo''. ''Di certo - annuncia invece Catricala' - faremo nuove norme di liberalizzazioni. Ogni anno c'e' da varare una legge per la concorrenza. C'e' il settore dei trasporti su cui intervenire''. Infine, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio fa sapere che ''il governo non va in vacanza, sono stati sconsigliati i viaggi all'estero''.

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