Taranto

Ilva, dal governo
via libera al decreto

Il Tribunale del Riesame di Taranto ha respinto l'eccezione sollevata dalla Procura in udienza con la quale si chiedeva ai giudici di decidere esclusivamente sui ricorsi riguardanti gli arresti di otto dirigenti ed ex dirigenti dell'Ilva

Ilva, dal governo
via libera al decreto

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto per l'Ilva di Taranto. La riunione del Consiglio dei Ministri è comunque ancora in corso.

ILVA: TRIBUNALE RESPINGE ECCEZIONE PROCURA, UDIENZA PROSEGUE - Il Tribunale del Riesame di Taranto ha respinto l'eccezione sollevata dalla Procura in udienza con la quale si chiedeva ai giudici di decidere esclusivamente sui ricorsi riguardanti gli arresti di otto dirigenti ed ex dirigenti dell'Ilva, aggiornando l'udienza alla ripresa dell'attività giudiziaria (dopo il 15 settembre) sul ricorso presentato dall'Ilva contro il sequestro di sei impianti dell'area a caldo. L'udienza quindi prosegue. Ora è in corso una breve sospensione per consentire al collegio difensivo di esaminare ulteriore documentazione prodotta dalla Procura nel corso dell'udienza. Tra i documenti ci sono anche alcuni accertamenti eseguiti dai tre custodi nominati dal gip Patrizia Todisco per lo spegnimento degli impianti sequestrati. I tre custodi, tutti ingegneri, nominati per occuparsi delle questioni tecnico-operative, hanno preso possesso del loro incarico lunedì 30 luglio. 

CIPE: OK INTERVENTI RIQUALIFICAZIONE TERRITORIO - Il Cipe ha approvato , tra  gli interventi di manutenzione straordinaria del territorio, le misure per il risanamento ambientale e la riqualificazione di Taranto previste dal Protocollo d'intesa firmato il 26 luglio 2012 e relativo anche alla questione dell'ILVA; tra queste, interventi per il risanamento del quartiere di Tamburi.

RIESAME NON ACCOGLIE RICHIESTA PARTECIPAZIONE CODACONS - Non è stata accolta la richiesta del Codacons di partecipare al procedimento del Tribunale del Riesame di Taranto per il sequestro dell'Ilva e l'arresto di otto dirigenti ed ex dirigenti dell'azienda. Lo ha reso noto l'avvocato del Codacons, Bruno Leuzzi. Parlando con i giornalisti nel palazzo di giustizia di Taranto, l'avvocato ha spiegato che "il presidente del collegio ha posto delle obiezioni giuridiche alla nostra richiesta, ritenendo che non potessimo partecipare al procedimento come parte offesa".

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