Crisi

L'Italia sotto assedio, l'ira di Monti

Italia nel mirino: la sortita del Ministro delle Finanze austriaco Maria Fekter, che ha paventato la possibilità che l'Italia possa richiedere aiuti, non e' piaciuta al premier Mario Monti.

L'Italia sotto assedio, l'ira di Monti

Italia nel mirino: la sortita del Ministro delle Finanze austriaco Maria Fekter, che ha paventato la possibilita' che l'Italia possa richiedere aiuti, non e' piaciuta al premier Mario Monti. "Siccome considero del tutto inappropriato che un ministro delle Finanze di uno Stato membro dell'Unione commenti, e commenti in questo modo - ha detto Monti - la situazione di un altro Stato membro, mi astengo dal commentare a mia volta le parole di suddetto ministro".

Fitchesclude invece l'ipotesi che il nostro Paese debba ricorrere agli aiuti.
Polemiche a parte, la giornata non e' facile sul fronte dei mercati in una seduta dominata dal nervosismo.

Le piazze europee hanno chiuso in leggero rialzo mentre Piazza Affari cede lo 0,7% a 12.979,69 punti. Francoforte +0,33%, Londra invece guadagna lo 0,76%, Parigi +0,14%, Madrid + 0,09%.

Lo spread tra Btp decennali e Bund e' salito a 490 punti. Il rendimento dei Bonos spagnoli tocca un record di 6,76% e quello italiano e' al 6,15%.
Insomma, l'Euro e' sottopressione: per risollevarne le sorti, occorrono meno di tre mesi: e' la previsione di Cristine Lagarde, direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale. Intanto, la Commissione europea non ha commentato le informazioni diffuse ieri dalla stampa internazionale sull'esistenza di un piano Ue sui nuovi controlli alle frontiere e la limitazione della circolazione dei capitali in caso di un'uscita della Grecia dall'Euro: "Non siamo al corrente di un piano simile - ha detto il portavoce Olivier Bailly - e non commentiamo notizie basata su fonti anonime".

Il portavoce ha tenuto a ribadire l'auspicio del presidente Barroso che la Grecia resti nell'eurozona, al fine di evitare possibili scenari speculativi. Critiche alla Ue sono venute invece dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, secondo cui l'Europa "che ha dimostrato di non sapersi prendere per mano", deve "far indignare". L'Unione ha aggiunto, "ha aspettato spesso l'ultimo momento per reagire". "Non possiamo permetterci da farci mettere in crisi dal 5%-10% del Pil dell'Europa. Insieme - ha concluso - siamo la forza economica e sociale piu' forte del mondo, separati possiamo andare in crisi".

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