Il killer di Denver
26/07/2012
Purtroppo il destinatario non lo ricevette, se non tre giorni dopo la strage di Denver. Secondo fonti inquirenti riservate, citate dal notiziario on-line 'FoxNews', per circa una settimana la busta con dentro il notes rimase infatti, chiusa e non recapitata, all'interno dell'ufficio posta del Campus Medico 'Anschutz' dell'Universita' del Colorado, situato proprio ad Aurora, il sobborgo alla periferia occidentale della capitale dello Stato Usa ove si e' consumata la carneficina.
Soltanto l'altroieri mattina polizia e Fbi hanno ricevuto la chiamata dello psichiatra, che insegna nell'ateneo e le cui generalita' non sono state divulgate, il quale comunicava loro di aver ricevuto un pacchetto che sembrava provenire proprio dal giovane killer.
In realta', a un esame piu' accurato, risulto' che la busta era stata spedita da qualcun altro, e che non conteneva nulla di particolarmente allarmante.
A quel punto furono pero' controllati tutti i colli rimasti inevasi, e ne salto fuori' uno che era proprio quello giusto: la dicitura sul retro indicava come mittente appunto Holmes.
A quel punto gli agenti lo aprirono, e lessero sgomenti che cosa era stato scritto e disegnato sul taccuino. "Era zeppo di dettagli su come avrebbe ucciso un sacco di gente", hanno spiegato le fonti anonime. "C'erano i disegni di quello che avrebbe commesso, schizzi e illustrazioni del massacro". Resta da capire quale fosse lo scopo del giovane killer, se magari 'volesse' lui stesso essere fermato prima di poter colpire. In tal caso, incuria e burocrazia glielo hanno negato, spianandogli invece la via omicida.
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