Siracusa

Ventenne uccisa: su Fb l'amore per i figli e il padre

In un post scriveva: "Mai tardi per diventare chi vuoi essere"

Ventenne uccisa: su Fb l'amore per i figli e il padre

"Io e te per sempre". "Gioiellino di mamma mi manchi tantissimo". "Un amore che non finirà mai". Sono le parole che Laura Petrolito, la ragazza uccisa nel siracusano, rivolgeva ai suoi due bambini, frasi che ha pubblicato sul suo profilo Facebook insieme a tante foto che la ritraggono felice mentre abbraccia e bacia i suoi piccoli. Lei che era diventata mamma una prima volta ancora minorenne e aveva un bambino di 3 anni e poi un secondo figlio di 8 mesi, avuto dal compagno che ora è indagato per l'omicidio della ragazza. Bionda, capelli lunghi, nelle foto compare sempre sorridente, insieme alle amiche oppure mentre si ritrae di fronte allo specchio in jeans, sneakers e borsa colorata; o insieme al padre, che si è occupato di lei dopo che la madre è andata via di casa.

"Grazie di tutto!" scriveva postando una foto in cui lo abbraccia. In un'altra immagine sono in spiaggia e lui la porta di peso su una spalla mentre lei solleva in alto le braccia. E in un post del 26 giugno del 2016 Laura gli dedica parole piene di affetto che accompagnano una foto di quando era bambina, con addosso un costume di carnevale mentre lui la tiene in braccio: "Papà ti ricordi quando sono nata? Sicuramente - scriveva - mi hai preso in braccio e mi hai guardata, poi dolcemente mi hai dato un bacino, eri orgoglioso della tua bambina ora sto crescendo, e adesso sono io Mamma tu piano piano mi accompagni in questo cammino senza lasciarmi la mano". E ancora: "Solo con te io sono felice non lasciarmi mai da sola. Sei la mia vita!". Una vita che ora si è spezzata. Sul profilo facebook ha lasciato anche frasi in cui esprimeva pensieri, desideri, aspirazioni: "Non è mai troppo tardi per diventare quello che vuoi essere" scriveva il 10 giugno 2016. E il giorno prima aveva riportato una frase dello scrittore Andrea De Carlo: "Cosa ti manca? Le sensazioni che non provo. Le cose che non faccio. Le persone che non incontro. Le vite che non ho".

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