Sanità

Procreazione assistita
pure in Calabria

Ora sarà possibile anche nei grandi ospedali la fecondazione in vitro o intrauterina con il solo pagamento del ticket. Un decreto commissariale mette fine al costoso ricorso esclusivo alle cliniche private

Procreazione assistita  pure in Calabria

Sconforto, perdita di autostima, crisi nel rapporto a due e spesso, di riflesso, defaillances nel lavoro. L’infertilità che in Italia colpisce, secondo le ultime stime, dal 15 al 20 per cento delle coppie, sta diventando un problema sociale. E soprattutto un grave onere economico quando gli aspiranti genitori non disposti a “gettare la spugna”, decidono di rivolgersi alle “cliniche per la fertilità”, spesso fuori regione se non addirittura all’estero. Centri privati autorizzati a praticare la procreazione medicalmente assistita (Pma) nelle metodiche più semplici fino a quelle più complesse, con i costi ovviamente a carico della coppia. Viaggi della speranza, spesso coronati dal successo, ma che non tutti possono permettersi. Adesso quelle maternità e paternità tanto agognate saranno per molti più a portata di mano. E di tasca. La procreazione medicalmente assistita, sia eterologa che omologa, è entrata infatti nei Lea anche in Calabria. Sarà prevista, cioè, come tutte le prestazioni mutuabili, dai Livelli essenziali di assistenza, ed erogata dietro pagamento di un ticket.

Ma dove si potrà andare per avere un figlio? La fecondazione assistita sarà praticata nei tre grandi hub ospedalieri: il Pugliese-Ciaccio di Catanzaro in collaborazione con il policlinico universitario Mater Domini, l’Annunziata di Cosenza e gli Ospedali Riuniti di Reggio. La compartecipazione alla spesa, che comprende una folta serie di esami, varia per la coppia da un massimo di 378 euro per la Pma di primo livello (inseminazione intrauterina in regime ambulatoriale) ad un massimo di 955 euro sia per quella di secondo livello (fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione in ambulatorio) che di terzo livello (stessa prestazione del secondo, ma con trasferimento dell’embrione in regime di day surgery, cioè con intervento chirurgico nella stessa giornata). La definizione delle tariffe è stata stabilita con un recentissimo decreto dal commissario ad acta per la sanità Massimo Scura «al fine di consentire ai cittadini della Regione Calabria di fruire delle prestazioni di Pmi», mutuandole - in attesa della prevista tariffazione ministeriale - da quelle adottate dal commissario ad acta della Regione Lazio.

Le tariffe dovranno essere applicate in tutte le strutture pubbliche e private accreditate della Calabria. Un decreto molto atteso, che avrà un immediato riscontro sociale evitando a tante coppie i disagi e le maggiori spese di un intervento fuori regione. Se poi gli aspiranti genitori dovessero comunque decidere di effettuare la Pma altrove, la Regione Calabria corrisponderà alla Regione sede della struttura prescelta le stesse tariffe.

Quanto agli ospedali dove la Pma sarà erogata non appena le strutture saranno attrezzate, al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro in collaborazione con il policlinico universitario Mater Domini sarà praticata fino al terzo livello, mentre a Cosenza e Reggio fino al secondo. Attualmente l’unico ospedale pubblico dove la Pma viene effettuata, ma solo limitatamente al primo livello, è l’Annunziata di Cosenza.

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