Nel 2040 speranza di vita
88 anni per gli uomini
e 92 per le donne

Nel 2040 la speranza di vita dei pensionati di 65 anni sara' pari a 88 anni per gli uomini e a 92 anni per le donne.

Nel 2040 speranza di vita
88 anni per gli uomini
e 92 per le donne
Nel 2040 la speranza di vita dei pensionati di 65 anni sara' pari a 88 anni per gli uomini e a 92 anni per le donne. Sono le previsioni contenute in uno studio "La mortalita' dei percettori di rendita in Italia" presentato oggi a Roma dal Consiglio Nazionale e dall'Ordine Nazionale degli Attuari. Si tratta di un sensibile incremento rispetto al dato attuale (84 anni per gli uomini e 88 per le donne). La longevita' di chi percepisce una rendita pensionistica, emerge ancora dallo studio, restera' superiore alla media generale dell'intera popolazione. Nello studio viene analizzata l'evoluzione della speranza di vita nel periodo 1980-2009 per dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, medici, avvocati e lavoratori dello spettacolo e dello sport. Il numero di posizioni oggetto di rilevazione e di analisi e' risultato nel 2009 pari a quasi 10 milioni di unita', ossia piu' di tre quarti della popolazione dai 65 anni in su, per oltre 142 miliardi di euro di pensioni e rendite annue erogate. Dai dati dello studio emerge che negli ultimi 30 anni la speranza di vita a 65 anni dei percettori di rendite si e' allungata mediamente dell'1% annuo, attestandosi nel 2009 a circa 84 anni per gli uomini e a circa 88 per le donne. "Lo studio che la professione attuariale oggi mette a disposizione del Paese", ha sottolineato il presidente del Consiglio Nazionale Attuari Giampaolo Crenca", ha una valenza scientifica, professionale e operativa dal momento che fornisce informazioni e dati preziosissimi sull'evoluzione della mortalita' dei percettori di rendita in Italia, utili al Governo e agli operatori di mercato per le politiche e le scelte in campo previdenziale". "Proponiamo che lo studio", ha affermato Giampaolo Crenca, "venga sistematicamente e periodicamente aggiornato per diventare un avvenimento ricorrente nel settore previdenziale, riconosciuto dal Governo".

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