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Puigdemont, indipendenza se Rajoy sospende l'autonomia

'Non ci sarà resa', ha detto il portavoce del Govern Jordi Turull. Il presidente Carles Puigdemont e i suoi ministri potrebbero "finire in prigione"

Puigdemont, indipendenza se Rajoy sospende l'autonomia

Ore 12,30: Il presidente Carles Puigdemont e i suoi ministri potrebbero "finire in prigione", ha avvertito il ministro degli esteri catalano Raul Romeva. In dichiarazioni a Bruxelles riprese dalla stampa catalana, Romeva ha detto che "c'è la possibilità che io, o il presidente della Generalità, o tutto il governo, possiamo essere destituiti o perfino che finiamo in prigione"

Ore 12,00: Nella risposta all'ultimatum di Madrid il presidente catalano Carles Puigdemont invia un duplice messaggio: da un lato risponde implicitamente che l'indipendenza non è stata ancora dichiarata ricordando che il parlamento di Barcellona ancora non l'ha votata, ma minaccia anche di farlo, se Madrid non "fermerà la repressione" e applicherà il 155. Per il dirigente indipendentista Joan Tardà questa risposta dovrebbe "rendere più facile per il governo spagnolo fermare la macchina".

ORE 11,00: Il governo spagnolo ritiene che il presidente catalano Carles Puigdemont "non ha risposto" alle richieste di Madrid e andrà avanti nell'applicazione dell'art. 155, ha detto il portavoce dell'esecutivo spagnolo Inigo Mendez de Vigo. Un Consiglio dei ministri straordinario sabato approverà l'attivazione del 155, che sarà sottoposta al voto del Senato, per "ristabilire l'ordine costituzionale in Catalogna"

ORE 10,30 : Il governo spagnolo si riunirà sabato a Madrid per attivare l'articolo 155 della costituzione dopo quella che considera una 'risposta negativa' del presidente catalano Carles Puigdemont all'ultimatum del premier Mariano Rajoy. Lo riferiscono i media spagnoli.

Il partito di Carles Puigdemont ha dato via libera al presidente catalano perché dichiari l'indipendenza se il governo di Madrid applicherà l'art. 155 della costituzione contro la Catalogna, ha indicato la leader del Pdecat Marta Pascal. "Chiediamo che si revochi la sospensione della dichiarazione di indipendenza se lo stato applica l'art. 155" ha affermato dopo una riunione della direzione del partito.

Come è noto, Puigdemont dovrà chiarire con un 'sì' o con un 'no' entro le 10:00 se ha dichiarato l'indipendenza il 10 ottobre.

  Commissariamento, Repubblica, elezioni: la Catalogna ribelle è di fronte ad un nuovo delicato bivio nell'infinita crisi dell'indipendenza, che ora può farsi più dura. Oggi alle 10 scade l'ultimatum del premier spagnolo Mariano Rajoy al President Carles Puigdemont, che deve chiarire con un 'sì' o con un 'no', se ha dichiarato l'indipendenza il 10 ottobre. Rajoy ha avvertito che altrimenti applicherà l'art. 155 della costituzione, che gli consente di commissariare la Catalogna. Con il rischio però di provocare un sollevamento catalano. Puigdemont nelle ultime ore ha tenuto le carte coperte. Sembra improbabile però che risponda quello che Rajoy vorrebbe sentire.

   "Non ci sarà resa" ha detto il portavoce Jordi Turull. Sul President crescono le pressioni perché revochi la 'sospensione' dell'indipendenza annunciata il 10 ottobre. La 'repressione' spagnola si è accentuata, con l'arresto dei leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart per 'sedizione'. Che ha innescato oceaniche protesta a Barcellona e la dura reazione di Puidgdemont che ha parlato di "detenuti politici". Rajoy ha fatto un'ultima offerta oggi, invitando al 'buon senso'. Propone di non usare l'arma dell'articolo 155 se Puigdemont convocherà subito elezioni regionali anticipate. Con i due alleati del premier spagnolo, il socialista Pedro Sanchez e Rivera, che chiedono nel quadro del '155' elezioni immediate, convinti di vincerle e di formare un governo alternativo a quello secessionista. Galiziano prudente e moderato Rajoy non è entusiasta di dover usare 'l'arma atomica' del 155 malgrado le pressioni del suo partito, del leader di Ciudadanos Albert Rivera che lo scavalca a destra e della stampa madrilena. Oggi ha così di nuovo chiesto a Puigdemont di dare prova di "buon senso" e "non obbligare il governo a prendere decisioni che sarebbe meglio non prendere mai".

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