Croce Rossa

Ormai in Siria
è guerra civile

La Croce Rossa internazionale (Cicr) ha dichiarato che il conflitto in Siria è così diffuso da essere classificabile a tutti gli effetti come "guerra civile". Lo scrive il sito della Bbc. Il cambio di "status" della guerra, spiega l'emittente britannica, significa anche che i combattenti saranno ora esposti alle conseguenze penali previste per i crimini di guerra dalle Convenzioni di Ginevra.

Ormai in Siria
è guerra civile

La Croce Rossa internazionale (Cicr) ha dichiarato che il conflitto in Siria è così diffuso da essere classificabile a tutti gli effetti come "guerra civile". Lo scrive il sito della Bbc. Il cambio di "status" della guerra, spiega l'emittente britannica, significa anche che i combattenti saranno ora esposti alle conseguenze penali previste per i crimini di guerra dalle Convenzioni di Ginevra. Finora la Cicr, ricorda Bbc, aveva parlato di "guerra" solo nelle regioni di Idlib, Hama e Homs.

Mentre nel suo paese continuano i massacri di civili, lei, la moglie di Assad, fa shopping nel quartiere più chic di Londra, spendendo l'equivalente di oltre 300mila euro in mobili di lusso. A rivelarlo è il Mail on Sunday, che mostra in esclusiva una serie di mail di Wikileaks con gli ordini da 270mila sterline di Asma Assad. Tavoli, divani, tappeti, candelabri e pouf, tutti in stile 'ottomano', acquistati in uno dei più esclusivi negozi di design di Chelsea, per arredare la sua residenza estiva, a 200 miglia da Damasco.

Alternando le drammatiche foto dei massacri a quelle dei lussuosi mobili, il giornale britannico, sul sito online, indica il prezzo di ciascun 'pezzo' scelto dalla trentaseienne moglie di Assad, dai candelabri da oltre 8mila sterline, al tavolo da 10mila fino al tappeto costato 11 mila sterline per arredare la residenza in un paese nel quale si stima che da marzo - data dell'ordine inviato da Asma Assad - siano state uccise, ricorda il giornale, 16 mila persone, tra le quali donne e bambine. Un indifferenza non da poco per la donna che Vogue aveva definito "una rosa nel deserto".

"Schizzi di sangue nelle stanze di molte case, scuole bruciate e case danneggiate": questo lo scenario che si è presentato ieri agli occhi degli osservatori Onu in Siria, arrivati a Tremseh, teatro del nuovo massacro avvenuto tre giorni fa, che, in base a quanto da loro riscontrato, è stato un attacco che "ha preso di mira gruppi e abitazioni specifiche" di ribelli, che si sarebbero difesi con armi leggere.

Il ministro degli Esteri siriano ha negato oggi che a Tremseh si sia fatto uso di artiglieria, carri armati ed elicotteri come sostenuto dall'inviato speciale per la Siria Kofi Annan. A Tremseh sono morti 37 ribelli e due civili e non più di cento persone come affermato dagli attivisti, sostiene il ministro.

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