E' polemica

Ius soli: Galantino, c'è chi è contro per propri interessi

Preoccupati da gazzarre ignobili, tema molto importante

Ius soli: Galantino, c'è chi è contro per propri interessi

"Siamo preoccupati per come si sta affrontando questo problema, persino con gazzarre ignobili in Aula. Sono temi molto importanti. Ci sta che qualcuno sia contrario. Ma vedo che c'è chi ha cambiato idea. E ora fa politica unicamente per rincorrere il proprio successo, perché vuol fare solo il proprio interesse". Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, parlando alla Repubblica delle Idee a Bologna.

Salvini, Pd unico partito davvero razzista - "Il Pd è l'unico partito veramente razzista presente in Parlamento". Lo dice, in tema di ius soli, Matteo Salvini della Lega a SkyTg24. "La sinistra ha bisogno di nuovi elettori o nuovi schiavi o nuovi iscritti ai sindacati. Gli stessi immigrati regolari in Italia chiedono più sicurezza, meno tasse e migliori ospedali e non la 'targhetta' della cittadinanza".

Gasparri, legge folle, demagogica, suicida - "Dal governo arrivano affermazioni francamente risibili se non addirittura deliranti. La legge sullo ius soli garantirebbe più sicurezza? È esattamente il contrario! È una legge-manifesto che attirerebbe più clandestini in Italia e quindi più insicurezza, più caos, più degrado e più razzismo perché molti di coloro che arrivano finiscono nelle mani di cosche criminali che li sfruttano sulle strade o nelle attività criminali". Lo afferma il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri di FI. "Sì, lo ribadiamo. Chi apre indiscriminatamente le porte del nostro Paese, chi come le Ong trasporta clandestini in Italia, chi fa le politiche di Renzi, Gentiloni e del Pd è un razzista perché apre la strada a forme di sfruttamento e speculazione. Si spendono circa 5 miliardi per gli stranieri e si negano risorse indispensabili agli anziani e ai disoccupati. La legge sullo ius soli - promette - è una follia contro la quale ci opporremo. Esortiamo chi parla già di referendum a fare una battaglia in Parlamento contro questa legge, senza arrendersi. Annunciare oggi un referendum vuol dire rinunciare a una battaglia politica e parlamentare che invece FI farà in Aula con la forza degli argomenti. Chi nella maggioranza non condivide questa scelta affrettata abbia il coraggio e trasformi in voti parlamentari il proprio dissenso. Lo ius soli sfregia i principi del diritto e della Costituzione italiana. Noi ci battiamo in nome della democrazia, della libertà, di una giusta integrazione contro questa scelta folle, demagogica e suicida".

Premier, è riforma civiltà. Grillo, è invotabile - Scontro a distanza tra Beppe Grillo e Paolo Gentiloni sullo ius soli: il leader M5s, sul blog, definisce il disegno di legge "un pastrocchio invotabile", e conferma il voto di astensione al Senato. Mentre il premier, dal palco bolognese de "La Repubblica delle Idee", prima sottolinea come sia arrivato il momento che "i bimbi nati in Italia vengano considerati italiani", poi auspica che il Parlamento "faccia presto" ad approvare la riforma, definita "un atto doveroso e di civiltà". Una posizione pressoché identica a quella del ministro dell'Interno Marco Minniti che, sempre a Bologna, invita "a non seguire i cattivi maestri" nell'odio razziale perché i bambini che "parlano, leggono e studiano l' italiano", che sono nati in Italia e "tifano per le squadre italiane" non "c'entrano nulla con la paura". "Noi voteremo il testo al Senato", assicura un altro ministro: quello degli Esteri Angelino Alfano (Ap), anche se "non rientra certo tra le priorità" e il "momento scelto per esaminarlo sia sbagliato". "Parte dell'opinione pubblica - osserva Gentiloni - guarda con diffidenza questa decisione: non dobbiamo far finta che non ci sia. Ma diventando cittadini italiani si acquisiscono diritti ma anche doveri". E sottolinea come il provvedimento vada oltre la comunque importante concessione di diritti: "La legge - afferma - non riguarda solo il diritto di questi bambini, ma interessa anche la sicurezza del nostro Paese: la via contro la radicalizzazione non è la costruzione di muri, ma quella del dialogo e dell' inclusione". "Un paese integrato - conferma Minniti - è più sicuro". Durissimo, invece, l'affondo di Grillo che prima definisce il testo "un pastrocchio invotabile", poi dichiara che "la patina di buonismo sotto cui è nascosto questo business deve essere cancellata" quindi avverte che il M5S non farà alleanze con nessun partito, ma solo con i cittadini, assicurando che il suo movimento "non si fa le pippe pensando ad alleanze, cadreghe, lobby o cooperative. Pensiamo ai problemi delle persone, se chi governa facesse altrettanto oggi non saremmo qui". "Lo invito a non farsele più le pippe - ribatte il Verde Angelo Bonelli - perché come ci dicevano a catechismo questo acceca e lui ora dimostra di essere cieco di umanità". Lega e Fratelli d'Italia, intanto, annunciano battaglia minacciando di raccogliere firme per il referendum abrogativo. "Siamo pronti a passare luglio e agosto a raccogliere le firme sotto i gazebo", annuncia Matteo Salvini, mentre Giorgia Meloni invita anche il M5S a unirsi a loro nella manifestazione di piazza organizzata per martedì prossimo sotto il Senato. E anche Gianni Alemanno è sul piede di guerra. Il segretario del Movimento nazionale diffonde sui social le foto, i nomi e gli indirizzi e-mail dei senatori "che dicono sì allo ius soli" affinché i cittadini gli scrivano per dissuaderli dal votare una norma per lui profondamente sbagliata. "L'iniziativa è di pessimo gusto - commenta il capogruppo di SI alla Camera Giulio Marcon - e si incita al linciaggio. Evidentemente continua a prevalere la cultura fascista". Sul tema ius soli è scontro anche tra il presidente del Pd Matteo Orfini e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che aveva esortato il governo a pensare più ai disoccupati che allo ius soli. "Di Maio - attacca Orfini - pensa che scimmiottando i leghisti prenda i loro voti. Uno squallido calcolo elettorale sulla pelle di quei bambini". Il fatto, incalza Di Maio, è che "ora il ddl è solo uno strumento di propaganda elettorale", la questione andrebbe trattata a livello europeo.

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