«PEACE, NO WAR!»

C’è luogo e luogo,
c’è ruolo e ruolo

A proposito di quanto urlato dal sindaco di Messina Renato Accorinti al presidente degli Stati Uniti Donald Trump

C’è luogo e luogo,  c’è ruolo e ruolo

La vendita reiterata di armi, il lancio della... madre o del padre o dei nonni di tutte le bombe, le alchimie americane – spesso maldestre – sugli scacchieri caldi di mezzo mondo: tutto questo ci affligge da mezzo secolo e più, da qualche decennio talmente tanto da toglierci l’aria. L’interfaccia è il terrorismo, il serpente che può ucciderci dentro casa. Da una parte il volto mostruoso delle “guerre regionali”, dall’altra il non-volto d’un nemico – ologramma di morte – che cova nell’ombra pronto a uccidere.

“Pace, non guerra”: chi, tra le persone giuste e sensate d’Italia, d’Europa, del mondo, non sottoscriverebbe? E – ancora – alzi la mano chi crede davvero nella taumaturgia della gran parte dei summit rispetto ai grandi decisivi temi del futuro: l’integrazione, la cooperazione, l’ambiente, una crescita etica.

La gente normale sta provando a gridare il suo disagio e la sua sfiducia nei confronti della politica “tradizionale” attraverso il voto, chi ha senso di responsabilità dovrebbe impegnarsi per evitare derive che peggiorerebbero le cose. Certo, eventi come il G7 sono il paradigma perfetto dell’impotenza dei vecchi moduli, della lentezza degli Stati a metabolizzare il “nuovo” che ha spesso sembianze ostili o – peggio – nessuna classificabile sembianza. Ma c’è luogo e luogo per manifestare dissenso. E c’è ruolo e ruolo. Ci sono strumenti efficaci e proteste folcloristiche, inutili, che producono solo chiasso. O – nell’era dei social – effimero clamore mediatico. È sicuramente sbiadita la passerella di certi “grandiosi” inutili vertici, ma lo è pure la vetrina cercata dal narcisista di turno. 

Guardate la vignetta. Una caduta di stile? Sì, certamente. È molto facile essere ineleganti. (al.not.)

Commenti all'articolo

  • annamariarb

    annamariarb

    28 Maggio 2017 - 18:06

    Concordo sulla sbiadita passerella e sugli inutili vertici, non sul superficiale giudizio di ineleganza, caduta di stile e narcisismo riferito a Renato Accorinti. Si può essere d'accordo o meno con le sue politiche, non è questo il punto. E' possibile che per Messina si potesse fare di più e occorre poi vedere se esistevano i mezzi finanziari e la necessaria coesione.

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