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Meglio “sbirri” che ’ndranghetisti

Locri reagisce alle scritte contro don Ciotti. Sdegno e vergogna per le frasi apparse sui muri dell’Episcopio. Riunione tecnica di coordinamento convocata in Prefettura

Meglio “sbirri” che ’ndranghetisti

Sdegno e vergogna. I sentimenti che hanno accomunato la stragrande maggioranza di cittadini di Locri per le frasi oltraggiose nei confronti di don Ciotti, scritte con spray di colore nero sui muri dell’Episcopio. Il giorno dopo la meravigliosa manifestazione che ha visto giungere nella terra di Zaleuco il Presidente Sergio Mattarella, Locri ha dovuto fare i conti con questo vergognoso episodio. La città e la sua amministrazione comunale hanno condannato l’accaduto. Pronta e immediata è stata la risposata delle istituzioni alle frase oltraggiose rivolte contro don Luigi Ciotti, fondatore “Libera”, l’associazione che con “Impegno Comune” ha promosso la XXII Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti delle mafie e ha scelto Locri come una delle sedi della manifestazione.

In vista dell’appuntamento odierno, domenica c’è stato un momento straordinario con l’arrivo del Capo dello Stato che ha abbracciato i parenti delle vittime innocenti e in un discorso di straordinaria importanza ha attaccato gli appartenenti alla ‘ndrangheta e delle mafie in genere, definendoli come “uomini senza pietà che assassinano bambini e donne”, nonché “gente vigliacca e senza onore”.

L’amministrazione locrese ha risposto immediatamente alle frasi offensive apparse sui muri della Città. Infatti, dopo aver fatto cancellare quelle scritte offensive, ha fatto sistemare sulle pareti dei muri intorno all’Episcopio, al Centro di aggregazione “Cura ut vales” e su un muro limitrofo alla scuola media Maresca, ove sono apparse le scritte (“Don Ciotti sbirro, siete tutti sbirri”, “Don Ciotti sbirro, più lavoro meno sbirri”, “Don Ciotti sbirro e più sbirro il Sindaco”), dei cartelloni con su scritto “Orgogliosamente “sbirri” per il cambiamento”.

Tantissimi i messaggi di solidarietà giunti a don Ciotti, a cominciare da quelli del Presidente Mattarella (che gli ha telefonato), del presidente del Senato Pietro Grasso e dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, che oggi saranno insieme con lui a Locri per la Giornata della memoria e dell’impegno, del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Convocata d’urgenza dal prefetto Michele di Bari, si é tenuta nel pomeriggio di ieri una riunione tecnica di Coordinamento per l’esame delle scritte offensive riferite a don Ciotti e alle Forze dell’Ordine. Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato il Questore e i Comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza è stata disposta, nelle more degli accertamenti giudiziari e investigativi, l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio locrese: «Lo Stato – ha sottolineato il prefetto di Bari – non arretra, ma rilancia con maggiore forza e determinazione ed è al fianco di coloro che contrastano ogni forma di condizionamento mafioso, soprattutto in contesti difficili come la Locride».

Per il procuratore Federico Cafiero de Raho le scritte apparse sui muri dell’Episcopio di Locri «rientrano nella strategia della ’ndrangheta che dice meno sbirri e più lavoro, ma è quella che fa fuggire le imprese che il lavoro lo danno. Proprio una settimana fa un’impresa non calabrese che lavorava all’archivio della Corte d’appello, ha abbandonato tutto ed è fuggita per le intimidazioni. Allora smettiamola di raccontare storie e cominciamo a denunciare per far sì che la ’ndrangheta smetta di ostacolare lo sviluppo in maniera ignorante. E ignorante è chi interpreta queste scritte come una verità e non come un’enorme truffa della ‘ndrangheta».

Nell’improvvisata conferenza svoltasi mentre veniva allocato il “contro cartellone”, davanti la sede del Centro di aggregazione giovanile “Cura ut Vales”, il sindaco Giovanni Calabrese ha sottolineato come «ancora una volta, i vigliacchi della Città hanno tentato di inquinare un territorio che ha voglia di riscatto, con delle frasi offensive comparse nella notte sui muri di alcune strutture cittadine, compreso l’Episcopio, centro nevralgico degli eventi legati alla grande manifestazione di Libera. Un vile atto intimidatorio nei confronti di don Luigi Ciotti, a cui va la nostra solidarietà, per fermare l’ondata di sentimenti positivi che stanno trascinando negli ultimi giorni i tanti cittadini onesti della Locride, grazie alla presenza di Libera sul territorio».

Il sindaco di Locri ha concluso sostenendo che «le scritte non fermeranno il grande sentimento di riscatto che sta coinvolgendo il nostro territorio e tutti i suoi cittadini onesti, affinché il lavoro e l’occupazione sia uno dei risultati di questa lotta. Sicuramente non ci fermerà una bomboletta spray e parole insensate scritte da gente vigliacca, in grado di rovinare anche momenti di festa e di unitaria partecipazione».

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