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Gabrielli " Due nuovi hotspot a Messina e Mineo"

L'annuncio l'ha dato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, sottolineando che l'Italia "ha onorato gli impegni con l'Europa, dall'apertura degli hotspot alle identificazioni, ma non mi sembra che l'Europa abbia rispettato gli impegni sui ricollocamenti. A Messina sorgerebbe a Bisconte

Messina non può e non vuole essere un “hotspot”

Come da tempo chiedeva Bruxelles, l'Italia aprirà entro la fine del mese due nuovi hotspot, in aggiunta ai quattro già operativi (Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto. Le strutture saranno attive a Messina ed a Mineo (Catania), già sede del più grande Centro per richiedenti asilo d'Europa, finito nel mirino dei magistrati. L'annuncio l'ha dato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, sottolineando che l'Italia "ha onorato gli impegni con l'Europa, dall'apertura degli hotspot alle identificazioni, ma non mi sembra che l'Europa abbia rispettato gli impegni sui ricollocamenti. Tutti vengono a farci le pulci, ma noi i compiti a casa li abbiamo fatti, mentre l'Europa per l'ennesima volta ci ha lasciati in braghe di tela". MEZZO MILIONE SBARCATI IN TRE ANNI - In audizione alla Commissione d'inchiesta sul sistema d'accoglienza dei migranti, Gabrielli ha fornito i numeri sui flussi che vanno ormai considerati "un fattore strutturale". Dal 2014 sono giunte in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale 505mila persone. Sono 15.844 gli arrivi nel 2017, con un aumento del 70% rispetto allo stesso periodo del 2016. "Un significativo trend in crescita - ha osservato il prefetto - ma è ancora presto per dire che la tendenza si manterrà per tutto l'anno". PROTESTE TERRITORI. GABRIELLI, TUTTI COLLABORINO - Di certo ci sono quasi 175mila persone da gestire nel sistema d'accoglienza, con diversi 'mal di pancia' di sindaci che non aderiscono al piano di redistribuzione messo a punto da Viminale ed Anci. E sono già iniziate le opposizioni ai nuovi Centri di permanenza per i rimpatri da individuare uno per regione, secondo il decreto legge Minniti-Orlando. "Da un lato - ha lamentato Gabrielli - si vuole che gli irregolari vengano espulsi, dall'altro non si vuole che i Centri per i rimpatri si facciano sui propri territori. Siamo il classico paese 'Nimby', ma tutti dobbiamo concorrere". ALCUNE CENTINAIA DI MIGLIAIA GLI IRREGOLARI - Proprio sul fronte dei rimpatri, i numeri indicano che c'è ancora molto da fare. "Nell'ultimo anno - ha fatto sapere il capo della polizia - sono stati rintracciati 41mila stranieri in posizione irregolare, destinatari di un provvedimento di espulsione, ma solo 18mila sono stati effettivamente rimpatriati". E gli stranieri irregolari presenti sul territorio, ha aggiunto, si stimano in "alcune centinaia di migliaia". APPALTI TRASPARENTI NEI CENTRI - Intanto, il ministro dell'Interno, Marco Minniti, punta ad avere appalti trasparenti nei Centri per migranti. Recependo le indicazioni fornite dal presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, Minniti ha firmato oggi il decreto di approvazione del nuovo schema di capitolato per la fornitura di beni e servizi relativi alla gestione e al finanziamento delle strutture di accoglienza. Due le novità principali: il superamento della figura del gestore unico e la suddivisione dell'appalto in quattro lotti prestazionali: servizi alla persona, somministrazione di pasti e generi alimentari, servizio di pulizia ed igiene ambientale e fornitura di beni; la tracciabilità dei servizi con l'aggiudicazione dell'appalto all'offerta economicamente più vantaggiosa, individuata secondo il miglior rapporto qualità/prezzo, premiando la componente qualitativa e scoraggiando gli eccessivi ribassi.

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