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Edyta, la prima polacca condannata per mafia

Le sono stati inflitti in via definitiva sei anni di reclusione. Ha deciso di parlare dopo la morte del cognato. La storia della moglie del boss Michele Bruni che da “regina” del clan è diventata pentita

Edyta, la prima polacca condannata per mafia

Donne di ‘ndrangheta. Madri, mogli e “capi”. Come Nella Serpa, cugina del temuto e irriducibile boss di Paola, Mario, condannata a 18 anni di reclusione perchè ritenuta “reggente” del clan. O come Maria Luigia Albano, detta donna Gina, che veniva chiamata dai malavitosi del “locale” di Sibari “la padrona” per la funzione di comando che efficacemente svolgeva in assenza del coniuge, il padrino Giuseppe Cirillo. Mai è tuttavia accaduto che fosse una straniera a contare accanto a un boss. Edyta Kopaczynska, condannata con sentenza definitiva a 6 anni per mafia, è nata in Polonia e mai, da bambina, avrebbe immaginato di ritrovarsi al centro di tante attenzioni. Prima perché moglie d’un “mammasantissima” temuto e determinato, Michele Bruni e, poi, perchè custode di tanti segreti.

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