Mibac

Online l'archivio
dei grandi architetti

Dalla A di Giovanni Astengo (1915 - 1990) alla Z di Bruno Zevi (1918 – 2000): tutti i grandi architetti dell’Italia Novecento e il loro lavoro disponibile per studiosi e appassionati, gratuitamente, on line.

Online l'archivio
dei grandi architetti

Dalla A di Giovanni Astengo (1915 - 1990) alla Z di Bruno Zevi (1918 – 2000): tutti i grandi architetti dell’Italia Novecento e il loro lavoro disponibile per studiosi e appassionati, gratuitamente, on line. È il nuovo portale architettura del Ministero dei beni culturali (www.architetti.san.beniculturali.it), già attivo e destinato a raccogliere l’immenso patrimonio pubblico dei nostri maestri dell’architettura contemporanea. «Il portale – racconta all’ANSA il direttore generale per il paesaggio Maddalena Ragni, oggi a margine della presentazione della guida 'I luoghi del contemporaneò – è frutto di un’operazione congiunta tra le direzioni generali del Mibac e degli archivi con l’obiettivo di digitalizzare e rendere fruibili tutti i fondi di archivi dei grandi architetti del secolo scorso. Abbiamo unito i fondi già di proprietà del Ministero, ad esempio quelli depositati al Maxxi, con quelli di comuni e altre istituzioni. È un patrimonio incredibile che raccoglie documenti e corrispondenze, raccontando la crescita del personaggio, ma anche disegni. Un modo, quindi, per conoscere l’architetto sia come persona, che come professionista e artista».
Realizzato in collaborazione con Soprintendenze archivistiche, Regioni, Istituzioni culturali e Atenei, il portale, è diviso in cinque sezioni (partner, protagonisti, progetti, cronologia, percorsi tematici) ed è corredato di una ricca galleria di immagini digitali e prodotti multimediali. Trasversale a tutte le sezioni è il collegamento alle risorse archivistiche (archivio, architetto-produttore, conservatore) del SAN (Sistema Archivistico Nazionale). «Per ora – conclude la Ragni – siamo in una prima fase dell’operazione che dovrà essere integrata con le altre digitalizzazioni e acquisizioni dei fondi». L’idea è poi di allargare il progetto anche agli archivi per l’architettura in generale con i fondi specifici contenuti negli uffici tecnici di molte istituzioni e di aziende pubbliche e private.
Dalla A di Giovanni Astengo (1915 - 1990) alla Z di Bruno Zevi (1918 – 2000): tutti i grandi architetti dell’Italia Novecento e il loro lavoro disponibile per studiosi e appassionati, gratuitamente, on line.

 È il nuovo portale architettura del Ministero dei beni culturali (www.architetti.san.beniculturali.it), già attivo e destinato a raccogliere l’immenso patrimonio pubblico dei nostri maestri dell’architettura contemporanea. «Il portale – racconta il direttore generale per il paesaggio Maddalena Ragni, oggi a margine della presentazione della guida 'I luoghi del contemporaneò – è frutto di un’operazione congiunta tra le direzioni generali del Mibac e degli archivi con l’obiettivo di digitalizzare e rendere fruibili tutti i fondi di archivi dei grandi architetti del secolo scorso. Abbiamo unito i fondi già di proprietà del Ministero, ad esempio quelli depositati al Maxxi, con quelli di comuni e altre istituzioni. 

È un patrimonio incredibile che raccoglie documenti e corrispondenze, raccontando la crescita del personaggio, ma anche disegni. Un modo, quindi, per conoscere l’architetto sia come persona, che come professionista e artista».Realizzato in collaborazione con Soprintendenze archivistiche, Regioni, Istituzioni culturali e Atenei, il portale, è diviso in cinque sezioni (partner, protagonisti, progetti, cronologia, percorsi tematici) ed è corredato di una ricca galleria di immagini digitali e prodotti multimediali. 

Trasversale a tutte le sezioni è il collegamento alle risorse archivistiche (archivio, architetto-produttore, conservatore) del SAN (Sistema Archivistico Nazionale). «Per ora – conclude la Ragni – siamo in una prima fase dell’operazione che dovrà essere integrata con le altre digitalizzazioni e acquisizioni dei fondi». L’idea è poi di allargare il progetto anche agli archivi per l’architettura in generale con i fondi specifici contenuti negli uffici tecnici di molte istituzioni e di aziende pubbliche e private.

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