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Madre Teresa. Il miracolo delle piccole cose

Madre Teresa. Il miracolo delle piccole cose

Se c'è una persona che ha messo al centro della propria vita la misericordia tanto amata da papa Francesco quella è Madre Teresa di Calcutta, l'"Apostola degli ultimi", alla quale Rizzoli dedica il libro "Madre Teresa. Il miracolo delle piccole cose" in uscita domani, nel giorno della canonizzazione prevista con una cerimonia in Vaticano. Curato da Padre Brian Kolodiejchuk, M.C., postulatore della causa di canonizzazione e direttore del Centro Madre Teresa, il libro - che celebra uno degli eventi più rappresentativi del Giubileo della Misericordia - vuole ricordare la Santa dei dimenticati e dei reietti con rispetto, commozione e semplicità, attraverso le parole da lei stessa pronunciate e attraverso quelle di chi l'ha conosciuta e accompagnata nel suo cammino. Nata nel 1910 a Skoplje, entrata nel 1928 nell'ordine delle Suore di Loreto a Dublino e poi inviata in India, dove ha avuto inizio il suo noviziato, Madre Teresa ha trascorso circa mezzo secolo lavorando per alleviare le sofferenze del corpo e dell'anima dei poveri, tanto da diventare un esempio di coraggio e tenerezza. Minuta ed esile, amava definirsi una "piccola matita nelle mani di Dio", indicando con questa frase la sua vocazione a mettersi a disposizione del Padre, per diventare un umile tramite e poter così aiutare gli altri. Ma la sua era una fragilità solo fisica, perché il carattere aveva una forza e una determinazione che le permettevano di non arretrare davanti a nessuno, neppure al cospetto dei personaggi più illustri. Non ebbe remore infatti a telefonare al presidente Reagan per farsi mandare cibo, acqua e medicine per l'Etiopia. Inutile dire che ci riuscì, perché la forza disarmante del suo spirito rendeva difficile dirle di no. Ma accanto ai gesti più noti, molti di più sono stati gli anni di lavoro silenzioso, accurato, instancabile, nonostante le difficoltà: una vita dunque sempre al servizio del prossimo più bisognoso, seguendo la politica dei piccoli passi e dei semplici gesti quotidiani. Affrontando separatamente ciascuna delle sette opere di misericordia corporale e spirituale (con una breve spiegazione per ognuna di esse della concezione che Madre Teresa aveva di questi atti corporali e spirituali), e riportando citazioni dagli scritti della Santa e testimonianze delle persone a lei vicine, il libro dimostra l'incredibile e naturale capacità della religiosa di fare "cose ordinarie con amore straordinario". In quella che nell'introduzione Kolodiejchuk definisce una "teologia vissuta", Madre Teresa è riuscita a smuovere montagne, combattendo indifferenza, violenza, soprusi e traducendo davvero "l'amore in azione", come lei stessa diceva. Dapprima il Nobel per la pace nel 1979, poi i tempi record per la beatificazione (dopo la morte avvenuta nel 1997, papa Giovanni Paolo II la proclamò beata già nel 2003), infine la canonizzazione voluta da papa Francesco nell'Anno Santo dimostrano il valore della sua esistenza in un certo senso delicatamente rivoluzionaria, e l'enorme portata della sua eredità spirituale. Un'eredità non retorica che, in questi tempi di crisi di valori, forse tutti, cattolici e non, avrebbero il dovere di provare a raccogliere.

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