Amatrice

Il vescovo, "La ricostruzione non sia una querelle politica"

Ci sono voluti otto minuti, al vescovo di Rieti Domenico Pompili, per leggere i nomi di tutte le vittime del terremoto. Un lungo elenco, salutato al termine con un forte applauso, che ha dato l'inizio ai funerali ad Amatrice, per le vittime del terremoto che ha devastato il centro Italia.

Il vescovo, "La ricostruzione non sia una querelle politica"

Il crocifisso ligneo, salvato dal crollo di una delle chiese di Amatrice, è stato fissato dai volontari sull'altare della tensostruttura. Sul sagrato improvvisato ci sono fiori e palloncini bianchi, come le bare bianche poste sul sagrato improvvisato.

"Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta". Così il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nell'omelia della messa funebre ad Amatrice. Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell'uomo!".

I volontari della Protezione Civile hanno predisposto, sotto una pioggia battente, due grosse tensostrutture nel cortile del complesso Don Minozzi, la struttura educativa per buona parte crollata con la scossa del 24 agosto. A celebrare le esequie funebri è il vescovo di Rieti Domenico Pompili, l'ex vescovo dell'Aquila Molinari e il vescovo di Ascoli Giovanni D'Ercole. Presenti anche il premier, Matteo Renzi, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre ai presidenti della due Camere, Grasso e Boldrini.

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