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Giro d’Italia, Nibali
riscrive la Storia

Il fuoriclasse messinese sulle Alpi completa il capolavoro, vincendo per la seconda volta la corsa rosa: oggi l’apoteosi a Torino. Scatta sul Lombarda, vola in discesa e sull’ultimo strappo chiude i conti con un vantaggio di 1’36’’ su Chaves

Giro d’Italia, Nibali riscrive la Storia

Lo Squalo festeggia in alto, come le aquile, sulla vetta di Sant’Anna di Vinadio, penultima tappa di un Giro d’Italia diventato bellissimo nell’ultima settimana. Nella giornata decisiva Vincenzo Nibali si fa trovare pronto, e risponde da campione pennellando l’ennesimo capolavoro della sua carriera, dopo aver asfaltato Alpi e avversari.

Il successo di tappa va a Rein Taaramae, ex compagno di squadra di Nibali, che taglia il traguardo davanti al santuario di Sant’Anna di Vinadio. L’estone della Katusha vince da campione, in solitaria a braccia alzate, facendo sul traguardo il segno della zeta, per dedicare la vittoria al compagno di squadra Zakarin, ritiratosi venerdì dopo la terribile caduta nella discesa dal Colle dell’Agnello.

Ma i riflettori sono tutti puntati su Vincenzo Nibali, lo Squalo che ieri ha addentato il suo secondo Giro d’Italia. L’operazione sorpasso su Esteban Chaves riesce con una perfezione quasi scientifica, grazie al cuore e alle gambe di Vincenzo, e all’aiuto incredibile dei compagni Astana, che, al pari di una collaudata staffetta, scortano il loro capitano spingendolo all’impresa, fino all’assolo finale.

Un miracolo, quello di Vincenzo, preparato nella terz’ultima tappa, con la vittoriosa cavalcata finale sul Risoul che lo aveva portato a soli 44” dalla maglia rosa, e perfezionato ieri nella seconda tappa alpina. I giorni della crisi sembrano lontani anni luce, eppure soltanto martedì scorso, ad Andalo, Nibali aveva trascorso il momento più triste in questa corsa rosa, quando Valverde e Kruijswijk sprintavano per la vittoria, e lo Squalo sprofondava in classifica a 4’43” dall’olandese.

Mai dare per finito lo Squalo che anche nei momenti più bui riesce a ritrovare dentro sé la serenità e le energie per uscirne fuori più forte di prima. E così, dopo aver passato l’inferno sulle Dolomiti, Vincenzo ha ritrovato il paradiso sulle Alpi, approfittando anche della buona sorte che ha messo fuori gioco sul Colle dell’Agnello quello che sembrava ormai il padrone assoluto del Giro, l’olandese Kruijswijk.

Si parte, quindi, per la tappa decisiva con tutti i big al via. Nonostante la costola fratturata e i dolori per la brutta caduta del giorno prima, sale regolarmente in bici anche Kruijswijk, che tenta l’impossibile rimonta, dopo aver perso la maglia rosa per la caduta del giorno precedente. È una tappa che si presenta durissima fin dall’inizio dei 134 km da Guillestre a Sant’Anna; quattro le salite che riportano i girini dalla Francia sulle strade italiane, il Col de Vars (19 km, con pendenze tra il 6 e il 13%), il Col de la Bonette (22 km tra il 6,7 e il 10%), il Colle della Lombarda (20 km tra il 7,5 e il 12%) e la salita finale di 2,3 km verso il Santuario di Sant’Anna.

Come previsto, le danze si aprono sul Lombarda. Nel gruppo maglia rosa l’Astana è letteralmente padrona della corsa, con Kangert in avanscoperta, mentre accanto a Nibali ci sono Scarponi e Fuglsang. Ed è quest’ultimo a iniziare il forcing che fa la selezione; accanto al trio Astana rimangono soltanto i migliori, i primi della classifica generale, Chaves, Kruijswijk, Valverde, Jungels, Majka e Uran. Dopo l’allungo di Fuglsang, tocca a Scarponi accelerare il ritmo, preparando l’attacco di Nibali, che arriva puntuale a 15 km al traguardo. L’allungo dello Squalo non dà scampo ai rivali, e si avvale anche dell’aiuto di Kangert, nel frattempo fatto fermare dall’ammiraglia ad aspettare il capitano.

E così, quando scollina dal Lombarda, Vincenzo è già virtualmente maglia rosa, vantaggio, 56”, che aumenta nella successiva discesa, affrontata con la consueta spericolatezza e maestria, e che resiste sullo strappo finale verso il santuario, i 2,3 km che iscrivono per la seconda volta Nibali nella storia del Giro. Vincenzo ha anche la forza di sprintare all’arrivo, dove giunge sesto; dietro di lui, un sorprendente Valverde che sale sul podio a scapito del coraggioso Kruijswijk, tredicesimo al traguardo, a 1’29” dallo Squalo; uno stremato Chaves, infine, lascia 1’36” e la maglia rosa a Vincenzo Nibali.

Oggi si festeggia da Cuneo a Torino: 163 km di passerella rosa in onore di Vincenzo.

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