La rinascita di Nibali

Le lacrime dell’uomo e il coraggio del campione

Le lacrime dell’uomo e il coraggio del campione

Piangi Vincenzo, piangi. Senza respiro, piegato sul manubrio, il volto tra le mani e l’asciugamano sul viso. Lacrime e singhiozzi,
singhiozzi e lacrime. Solo con te stesso e tutto il mondo fuori.
Nel buio dei tuoi pensieri, dove per giorni i dubbi ti sono apparsi fantasmi, dove il peso dell’essere fenomeno ha rischiato di schiacciarti, dove forse per qualche istante hai pensato di rifugiarti, quando tutti ti avevano già condannato e le tue gambe erano paralizzate da quel nemico invincibile che si chiama paura. Paura di deludere.
Piangi Vincenzo, piangi. Perché l’asciugamano che premi sul tuo volto è color cielo, lì dove da qualche settimana vive Rosario. Quel piccolo grande campione che sognava ogni giorno di diventare come te e che un destino maledetto si è portato via. Rosario ieri era seduto sul tuo tubolare, noi lo abbiamo visto. Ha continuato a incitarti, a ripeterti che tu sei Vincenzo Nibali l’uomo dei suoi sogni, l’uomo dei sogni. Quello che ha vinto Tour, Giro e Vuelta. In discesa, tra due ali di ghiaccio, ti ha gridato che nulla è impossibile
se si hanno cuore e coraggio, un campione che spingeva un altro campione. L’impresa da leggenda sul traguardo di Risoul ha la tua e la sua firma. Indissolubilmente legati per sempre. E tu lo sai più di ogni altro. «Questa è per te Rosario...» hai sussurrato
puntando le dita verso il cielo.
Piangi Vincenzo, piangi. Perché tu sei un campione, ma prima di ogni cosa sei un uomo vero che ogni volta ci riporta alla bellezza di uno sport che dietro a ogni curva sa sorprendere. Quel ciclismo che con te da anni è tornato a essere umano, senza finzioni. Non ci sono più i superman, c’è l’uomo che nelle mille increspature dell’animo e con le sue paure può affondare ma dopo pochi giorni, aggrappato al suo infinito talento, può risorgere. Ci sono compagni come Scarponi (leggendario) capaci di sacrificare se stessi e una vittoria certa per consentire ad un capitano e prim’ancora a un amico di ritrovarsi.
Piangi Vincenzo, piangi. Ancora una notte intera. E poi oggi vinci!

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