PALMI (REGGIO CALABRIA)

Sparò a Legale ed uccise
operaio, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Palmi che oggi hanno arrestato Paolo Chiappalone, di 48 anni, in esecuzione di un'ordinanza del gip emessa su richiesta del procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo. L'agguato contro l'avvocato della moglie portò alla morte di un operaio di Taurianova

Carabinieri

L'odio verso il legale che stava assistendo la moglie nelle pratiche di separazione e gli aveva fatto perdere la casa: è questo il movente dell'agguato compiuto il 13 novembre 2010 a Palmi contro l'avv. Francesco Nizzari, di 44 anni, rimasto gravemente ferito, e nel corso del quale fu ucciso per errore Martino Luverà, che aveva 33 anni, originario di Taurianova, ma residente da tempo a Isolabona (Imperia) dove lavorava come Lsu al Comune. A questa conclusione sono giunti i carabinieri della Compagnia di Palmi che oggi hanno arrestato Paolo Chiappalone, di 48 anni, in esecuzione di un'ordinanza del gip emessa su richiesta del procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo e del pm Andrea Papalia. Sin dal primo momento i carabinieri avevano capito che l'obiettivo dell'agguato era il legale, contro il quale furono sparati quattro colpi di fucile, mentre Luverà fu raggiunto da un pallettone al torace, che lo uccise, perché casualmente si trovò sulla linea di tiro mentre andava a trovare alcuni parenti in occasione di un breve periodo di ferie. Le indagini, tuttavia, si sono presentate difficile sin dal primo momento perché indagando nella vita privata della vittima e del legale e di un suo amico che si trovava nella vicinanze del luogo dell'agguato, non era emerso alcun elemento utile. E' stato proprio l'avv. Nizzari, il 30 settembre 2011, ad imprimere una svolta. In quella occasione, infatti, il legale si presentò al pm manifestando i suoi sospetti su Chiappalone. Indagando Chiappalone, i carabinieri hanno scoperto che l'uomo aveva minacciato un dentista, ricordandogli cosa era successo all'avv. Nizzari, per costringerlo a licenziare la ex moglie che lavorava nel suo studio medico (episodio per il quale Chiappalone è accusato di violenza privata). Nel corso dei loro accertamenti, i carabinieri hanno anche trovato alcuni manoscritti dell'uomo dai quali traspariva l'odio covato per il legale, ritenuto responsabile anche dei danni economici, come la perdita della casa, derivati dalla separazione della moglie. Gli investigatori, infine, hanno accertato, grazie alle riprese di alcune videocamere di sicurezza sistemate nella zona dell'agguato, la presenza di una Fiat Panda di colore bianco rimasta parcheggiata fino a poco prima gli spari e poi ripresa subito dopo. E un'auto dello stesso tipo e colore la possiede Chiappalone.

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