Processo Ruby

Berlusconi: ad Arcore
mai scene di sesso

"Posso escludere con assoluta certezza che si siano mai svolte scene di natura sessuale" a Arcore. Lo ha detto Silvio Berlusconi nelle sue dichiarazioni spontanee al processo Ruby in corso a Milano.

Berlusconi: ad Arcore
mai scene di sesso

"Posso escludere con assoluta certezza che si siano mai svolte scene di natura sessuale" a Arcore. Lo ha spiegato Silvio Berlusconi leggendo una memoria in sede di dichiarazioni spontanee al processo sul caso Ruby in corso a Milano. 
"Non ho mai avuto rapporti intimi di qualsiasi tipo" con Ruby, e poi "ero convinto avesse 24 anni, come lei aveva detto". E' uno dei passaggi delle dichiarazioni spontanee rese da Silvio Berlusconi imputato a Milano nel processo sul caso Ruby.
 
"L'espressione bunga-bunga nasce da una battuta che ho ripetuto più volte e che è stata riportata anche dalla stampa".
 
"Non ho mai esercitato pressioni sui funzionari della questura di Milano", ha affermato Berlusconi. L'ex premier è accusato di concussione e prostituzione minorile. "Si è favoleggiato molto sulle serate nella mia residenza privata con chiari intenti diffamatori e con una intrusione nella vita privata di un cittadino". E' quanto ha affermato Silvio Berlusconi in sede di dichiarazioni spontanee nel processo milanese sul caso Ruby.
 
Le serate ad Arcore si svolgevano con delle "cene in una grande sala da pranzo, nelle quali io ero al centro della tavola e monopolizzavo l'attenzione cantando, parlando di sport, di politica e di gossip". Così Berlusconi ha spiegato davanti ai giudici del processo sul caso Ruby come andavano le serate nella sua residenza di Villa San Martino.
 
Berlusconi contattò, la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 la questura di Milano, nei cui uffici si trovava Ruby "per evitare complicazioni diplomatiche" perché "volevo aiutare" la ragazza. L'ex premier ha spiegato che quella sera, quando contattò gli uffici di via Fatebenefratelli, si trovava a Parigi dove ricevette la telefonata di Miram Loddo che lo avvisava.
 
Berlusconi ha spiegato di aver letto su alcuni giornali "che questo tribunale avrebbe già deciso per la mia condanna". E ha aggiunto in sede di dichiarazioni spontanee: "Spero non sia così, altrimenti questo sarebbe un paese incivile e barbaro". 
"Non ho mai avuto timore che i miei ospiti raccontassero di accadimenti indecenti nella mia abitazione". Così Berlusconi spiegando lo svolgimento delle feste ad Arcore. L'ex premier ha spiegato di "escludere con assoluta tranquillità" che a Villa San Martino "si siano mai svolte scene di natura sessuale".
 
L'ex capo del governo è giunto a palazzo di giustizi accompagnato dalla parlamentare nonché sua assistente Maria Rosaria Rossi.
"Posso escludere con assoluta certezza che si siano mai svolte scene di natura sessuale" a Arcore. Lo ha spiegato Silvio Berlusconi leggendo una memoria in sede di dichiarazioni spontanee al processo sul caso Ruby in corso a Milano. 


"Non ho mai avuto rapporti intimi di qualsiasi tipo" con Ruby, e poi "ero convinto avesse 24 anni, come lei aveva detto". E' uno dei passaggi delle dichiarazioni spontanee rese da Silvio Berlusconi imputato a Milano nel processo sul caso Ruby. "L'espressione bunga-bunga nasce da una battuta che ho ripetuto più volte e che è stata riportata anche dalla stampa". "Non ho mai esercitato pressioni sui funzionari della questura di Milano", ha affermato Berlusconi. L'ex premier è accusato di concussione e prostituzione minorile. "Si è favoleggiato molto sulle serate nella mia residenza privata con chiari intenti diffamatori e con una intrusione nella vita privata di un cittadino". 

E' quanto ha affermato Silvio Berlusconi in sede di dichiarazioni spontanee nel processo milanese sul caso Ruby. Le serate ad Arcore si svolgevano con delle "cene in una grande sala da pranzo, nelle quali io ero al centro della tavola e monopolizzavo l'attenzione cantando, parlando di sport, di politica e di gossip". Così Berlusconi ha spiegato davanti ai giudici del processo sul caso Ruby come andavano le serate nella sua residenza di Villa San Martino. Berlusconi contattò, la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 la questura di Milano, nei cui uffici si trovava Ruby "per evitare complicazioni diplomatiche" perché "volevo aiutare" la ragazza. L'ex premier ha spiegato che quella sera, quando contattò gli uffici di via Fatebenefratelli, si trovava a Parigi dove ricevette la telefonata di Miram Loddo che lo avvisava. Berlusconi ha spiegato di aver letto su alcuni giornali "che questo tribunale avrebbe già deciso per la mia condanna". E ha aggiunto in sede di dichiarazioni spontanee: "Spero non sia così, altrimenti questo sarebbe un paese incivile e barbaro". 


"Non ho mai avuto timore che i miei ospiti raccontassero di accadimenti indecenti nella mia abitazione". Così Berlusconi spiegando lo svolgimento delle feste ad Arcore. L'ex premier ha spiegato di "escludere con assoluta tranquillità" che a Villa San Martino "si siano mai svolte scene di natura sessuale". L'ex capo del governo è giunto a palazzo di giustizi accompagnato dalla parlamentare nonché sua assistente Maria Rosaria Rossi.

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