Francia

Exit-poll: nessuna regione al Front National

I primi exit-poll diffusi in Francia alla chiusura dei seggi confermano che il Front National di Marine Le Pen non ha vinto in nessuna regione.

Exit-poll: nessuna regione al Front National

 Cinque regioni sono andate ai Republicains di Sarkozy, cinque ai socialisti. Testa a testa nelle altre 3. Xavier Bertrand dei Republicains ha vinto le elezioni nella regione Nord Pas de Calais-Picardie con il 57,70% dei voti contro il 42,30% di Marine Le PenImpennata nella partecipazione, già elevata a mezzogiorno, nel ballottaggio delle regionali in Francia.

ALTA AFFLUENZA AL VOTO - Alle 17 il tasso di affluenza è di 50,54% in rialzo di 7,5 punti rispetto al primo turno. A mezzogiorno ha votato il 19,59% degli elettori, contro il 16,27% della stessa ora una settimana fa, in occasione del primo turno. Alle regionali del 2010, a mezzogiorno, aveva votato il 18,57% degli elettori.

Sia il presidente Francois Hollande che la leader dell'Fn, Marine Le Pen, hanno già votato questa mattina.

I seggi si sono aperti alle 8. Coinvolti 44,6 milioni di elettori. I sondaggi prevedono una battaglia serrata, anche se è probabile che il "fronte repubblicano" fra socialisti e Républicains di Sarkozy riuscirà a sbarrare la strada al Front National di Marine Le Pen anche nelle regioni dove quest'ultimo è uscito dalle urne domenica scorsa come primo partito. 

Si annuncia comunque una battaglia serratissima. La maggioranza socialista ha lanciato il 'fronte repubblicano' per sbarrare la strada all'avanzata di Marine Le Pen. Tra l'altro, in casa Ps, molti sperano che lo storico accordo strappato ieri dal presidente Hollande alla conferenza Onu sul clima di Le Bourget, alle porte di Parigi, possa avere un riflesso positivo sullo scrutinio. Intanto, dopo un primo turno caratterizzato dall'astensionismo e dall'impennata del Front National nei commissariati di Francia sono esplose le richieste di 'procuration', la delega amministrativa con cui gli elettori lontani da casa e impossibilitati a recarsi fisicamente al seggio autorizzano i familiari a votare al loro posto.

Domenica non era al seggio un elettore su due ma in molti scommettono che dopo lo choc seguito al boom del Front National primo partito di Francia l'affluenza sarà più elevata. In prima pagina, il quotidiano Le Parisien, delinea addirittura l'ipotesi di un "soprassalto cittadino". Certo è che negli ultimi giorni nei commissariati delle grandi città sono stati in tantissimi a mettersi in fila per chiedere la delega. A Parigi, le richieste sono schizzate del 25% rispetto a domenica scorsa, raddoppiate a Marsiglia.

    Impennata delle 'procuration' anche a Strasburgo, Lille, Lione e in tante altre città transalpine. "Passa tantissima gente, soprattutto studenti", spiega un funzionario citato dal Parisien. Per commentatori e media a Parigi non ci sono dubbi: si tratta di un chiaro segnale di mobilitazione per fermare il ciclone Le Pen, aiutata al primo turno anche dalla forte astensione. Ma la partita è ancora tutta da giocare. Con i duelli tra Fronte e centro destra (Les Républicains) in due regioni e le triangolari in altre dieci, le incognite sono ancora numerose.

    Gli ultimi sondaggi confermano quanto già emerso a inizio settimana. Marine Le Pen e Marion Marechal-Le Pen, rispettivamente capolista nel Nord-Pas-de-Calais e nella regione Provence-Alpes-Cote d'Azur (sud) uscirebbero battute dalla coalizione di centro destra. Lo studio di Odoxa fotografa la leader Fn al 48% dietro all'avversario dei Républicains Xavier Bertrand (52%). A sud il margine è più stretto. Il repubblicano Christian Estrosi raccoglierebbe il 51% contro il 49% di Marion.

    Vantaggio che in entrambi i casi molto deve alla desistenza strategica dei candidati socialisti arrivati terzi nel primo turno e all'appello di Valls di votare per il partito di Nicolas Sarkozy piuttosto che far vincere l'estrema destra. Nel cosiddetto 'Grand Est', Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena, la triangolare si gioca sul filo. Nelle intenzioni di voto Philippe Richert (Les Républicains) stacca di due punti il frontista Florian Philippot (43% contro 41%). Ma qui a correre per la presidenza della regione c'è anche un 'terzo incomodo', il socialista Jean-Pierre Masseret, l'unico candidato della maggioranza ad aver rifiutato l'ordine di scuderia di aderire al cordone anti-Fn. Ora corre con una lista indipendente e molti lo accusano di disperdere il voto rendendo più facile la corsa di Philippot. Nell'Ile-de-France, la regione di Parigi, i due candidati socialista e repubblicano, Claude Bartolone e Valérie Pecresse, sono gomito a gomito (41,5% e 41% secondo un sondaggio Elabe).

    Stesso scenario tra i due candidati Ps ed ex-Ump in Normandia.

    Nella triangolare in Languedoc-Midi-Pyrenées è invece data in grande vantaggio la socialista Carole Delga (43%), seguono il frontista Louis Alliot (35%) e il neogollista dei Républicains Dominique Reynié (22%). I francesi chiamati al voto sono 44,6 milioni. L'apertura dei seggi è prevista per le otto di domani mattina. Alle 12 e alle 17 i dati sull'affluenza. Sono invece attesi per le 20 i primi exit poll.

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