Reggio Calabria

La Viola chiama Kobe Bryant: “Torna a giocare da noi”

Potrebbe divenire la più singolare e romantica offerta mai fatta dalla Viola, e mai ricevuta da un monumento della pallacanestro mondiale.

La Viola chiama Kobe Bryant: “Torna a giocare da noi”

 La Viola scrive una lettera a Kobe Bryant, lo fa aprendo la porta al cuore e già fa notizia, soprattutto dall'altro lato dell'Oceano, per la portata emotiva di una missiva diretta a uno dei migliaia di minicestisti formatisi nella Scuola Basket Viola, quando papà Joe incantava il Botteghelle a suon di canestri.
Tanti siti web americani hanno ripreso la missiva, in cui si evidenzia che "Non c’è angolo della tua città Kobe - riporta la missiva - dalla sabbia del lungomare di Gallico fino alle distese joniche, che non abbia respirato con il cuore pieno di orgoglio e la canottiera oro viola numero 24 la NBA, dal Draft del 1996 e fino all’ultimo secondo sul parquet del 2016 in cui non tratterremo le lacrime più dolci e amare che non sapevamo di avere. Ci hai dato per venti immensi anni la misura di cosa può arrivare a fare il Basket, dalla riva di una spiaggia e fino a un deserto arido. Piccolo figlio di Reggio, immenso Kobe, sognare ad occhi chiusi tutto il chilometro più bello d’Italia che trabocca d’amore per te non costa nulla e non importa se rimarrà per sempre un sogno irrealizzabile, ci sono pochi che possono permetterselo. Questa immensa casa sul mare dello Stretto sarà sempre tua… Abbiamo un sogno troppo grande per essere vero… forse lo stesso che non sapevi di avere in quella foto a otto anni…Ti vorremmo di nuovo a casa, a indossare i nostri colori, a rappresentare la nostra gente come ha fatto tuo padre prima di te. C’è una maglia Nero Arancio che ti aspetta con IL TUO nome sulle spalle “Bryant”. Firmato Viola Reggio Calabria.

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Ecco il testo integrale in italiano e in inglese

Ciao Kobe,
la foto allegata è del 1986. Non c’è scritta alcuna didascalia ma se ce ne fosse una perfetta per quella foto reciterebbe “l’incredibile non è realizzare un sogno ma guardare la strada che ha dovuto fare quel sogno per diventare realtà“.
C’è un predestinato inconsapevole che in quel momento è solo un bimbo di otto anni, orgoglioso della sua divisa marchiata Viola Reggio Calabria.
Dietro di lui ci sono i due "bronzi di Riace" della città: Kim Hughes e Joe Bryant.
Jellybean Bryant è una delle leggende che hanno fatto la Storia, il mito della Viola; è il giocatore che ha realizzato il record ancora imbattuto di punti in una sola gara: 69.
Dopo di loro, quei bronzi che hanno segnato un solco impensabile per una piccola realtà del profondo sud affacciata sul mare, sono passati grandi Campioni come Volkov, Garrett, Sconochini, Ginobili, Delfino e molti altri.
Ma la bellezza di quella Magia chiamata Famiglia Viola è in quel bambino con l’argento vivo addosso che dopo le gare nel piccolo Palasport Botteghelle già catturava l’ammirazione e la simpatia di tutto il popolo Viola.
E mentre stupivi il mondo, Kobe, diventando Black Mamba, "the Basketball", per noi sei rimasto quel bambino: il figlio di Reggio Calabria.
Per tutta la sua storia lunga 49 anni, per ciò che hanno rappresentato i suoi simboli, i suoi campioni, i suoi figli, oggi la Viola continua a rappresentare l’orgoglio di tutta una regione, il riscatto sociale, l’espressione di ciò che di meglio sa produrre il suo popolo.
L’incredibile grandezza di ciò che tuo padre ha contribuito a creare e dentro cui sei cresciuto per qualche anno, non è solo una bella storia di amarcord ma è il presente concreto dei figli di quelle sue icone, che generazione dopo generazione stanno mettendo a disposizione della Viola quel DNA unico per continuare quella Storia magica.
Non c’è angolo della tua città Kobe, dalla sabbia del lungomare di Gallico fino alle distese joniche, che non abbia respirato con il cuore pieno di orgoglio e la canottiera oro viola numero 24 la NBA, dal Draft del 1996 e fino all’ultimo secondo sul parquet del 2016 in cui non tratterremo le lacrime più dolci e amare che non sapevamo di avere.
Ci hai dato per venti immensi anni la misura di cosa può arrivare a fare il Basket, dalla riva di una spiaggia e fino a un deserto arido.
Piccolo figlio di Reggio, immenso Kobe, sognare ad occhi chiusi tutto il chilometro più bello d’Italia che trabocca d’amore per te non costa nulla e non importa se rimarrà per sempre un sogno irrealizzabile, ci sono pochi che possono permetterselo.

Questa immensa casa sul mare dello Stretto sarà sempre tua…
Abbiamo un sogno troppo grande per essere vero… forse lo stesso che non sapevi di avere in quella foto a otto anni….

Ti vorremmo di nuovo a casa, a indossare i nostri colori, a rappresentare la nostra gente come ha fatto tuo padre prima di te. C’è una maglia Nero Arancio che ti aspetta con IL TUO nome sulle spalle “Bryant”.

Un abbraccio piccolo Kobe, grande, infinito Artista del Basket.

La Viola Reggio Calabria.

 

Dear Kobe,

Have a look at this picture from 1986. There is no caption but if we were to write the perfect one, it would be: ‘What’s incredible is not the realisation of a dream but looking back at how that dream became reality’.

The picture shows an eight-year old boy, proud to wear the jersey with the words Viola Reggio Calabria. Unbeknownst back then, he was destined to great things. That eight-year-old boy was you, Kobe.

Behind him are the city’s own ‘Riace warriors,' Kim Hughes and Joe Bryant.
Jellybean Bryant is one of the legends of the game and a hero to the Viola. He still holds the record for the most points scored in one game – 69 to be precise.

These two champions, Hughes and Bryant, left an indelible mark in the history of this small seaside town, in the deepest South of Italy. They were followed by many others like Volkov, Garrett, Sconochini, Ginobili, Delfino.

The magical beauty of the Viola family is represented by that child in the picture. Even as a boy you had ants in your pants and you captured the admiration and affection of the Viola after each game in the sport center Palasport Botteghelle.

While the world looked at you with awe and you, Kobe, named yourself the Black Mamba and became legendary in your own right, you were still just one of the children of Reggio Calabria to us.

With a history that dates back 49 years, the Viola and its champions continue to represent the pride of the region, the best its people have to offer, a social redemption in a sense.

The greatness to which your father helped to create and which you yourself lived in your early years, is not just a sweet nostalgic memory but your reality. It is also the reality of the children of that generation who contributed to the DNA of the Viola and will continue to feed the magic of this team.

Dear Kobe, from the beaches of Gallico to the vast Ionic lands, your entire city has proudly watched you in your gold and purple NBA jersey, with your number 24 – from the Draft in 1996 to the last second on the court in 2016, we have and will shed tears of joy and sorrow.

In 20 magnificent years you have given us an idea of what basketball can do, from the beach shores to the arid desert.

Dear child of Reggio Calabria, fantastic Kobe, on this most beautiful stretch of land that is full of affection for you we close our eyes and dream. It doesn't matter if it is just a dream because not many can even afford to dream it.

There will always be a home for you at this great club on the Straits of Messina. Our dream might be too big but maybe it is the same dream you unknowingly had as that 8 year-old boy in the picture.

We want you to come home, to wear our colours, to represent our city, just as your father did before you. There is a black and orange jersey waiting for you, with your name on the back “Bryant”

The black and orange supporters salute you, dear Kobe, our great basketball legend.

From the Viola Reggio Calabria

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