Mafia

I boss: punire Alfano
per il "41 bis"

"Dovrebbe fare la fine di Kennedy", il presidente americano ucciso nel '63: così alcuni mafiosi arrestati dai carabinieri pensavano di colpire il ministro dell'Interno. Cauto il procuratore capo Lo Voi. Solidarietà di Rosy Bindi

Boss volevano punire Alfano per il 41 bis

"Dovrebbe fare la fine di Kennedy", il presidente americano ucciso nel '63: così alcuni mafiosi arrestati dai carabinieri pensavano di colpire il ministro dell'Interno Alfano, responsabile dell'inasprimento del 41bis. La circostanza emerge da un'intercettazione effettuata nell'inchiesta dell'Arma sul mandamento mafioso di Corleone. 

"Se c'è l'accordo gli cafuddiamo (diamo ndr) una botta in testa. Sono saliti grazie a noi. Angelino Alfano è un porco.Chi l'ha portato qua con i voti degli amici? E' andato a finire là con Berlusconi e ora si sono dimenticati tutti". Così due mafiosi intercettati dai carabinieri commentavano l'idea di eliminare il ministro dell'Interno per aver inasprito il 41 bis.

"L'importante operazione di stamattina a Corleone conferma tutta la pericolosità della mafia, solo in apparenza sommersa e silente, di cui ha parlato nei giorni scorsi il procuratore di Palermo, Lo Voi, in Commissione Antimafia". Così la presidente della Commissione Antimafia Rosi Bindi, la quale esprime al ministro Alfano "la nostra piena solidarietà unita alla certezza che non verrà meno l'impegno dello Stato profuso anche in questa rilevante indagine dell'Arma dei Carabinieri e della Dda di Palermo". 

"Parlare di un progetto di attentato nei confronti del ministro Alfano è una espressione 'avanzata': siamo davanti a una conversazione tra soggetti che commentano criticamente le attività svolge dal ministro con riferimento al carcere duro, che è uno dei principali motivi di doglianza dei boss verso lo Stato". "Dico che è una espressione 'avanzata' perché c'è un riferimento alla possibilità di eseguire l'attentato quando ad Alfano fosse stata tolta la protezione, cosa che al momento non è pensabile", ha aggiunto il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi. "Certo - ha spiegato il procuratore - Alfano è ritenuto uno dei responsabili dell'inasprimento del carcere duro". "Quello intercettato - ha concluso - è comunque uno sfogo di cui bisogna valutare il significato in quanto rappresenta una dura recriminazione della mafia nei confronti dello Stato e perché ci dice che i mafiosi liberi fanno propria una delle principali preoccupazioni dei capimafia detenuti a partire da Riina". 

"Mi pare improbabile immaginare che tre mafiosi del corleonese sapessero particolari sull' omicidio del presidente Kennedy". Così Lo Voi ha commentato l'intercettazione tra due mafiosi che dicevano di volere eliminare il ministro Alfano come Kennedy, rivelando che il presidente degli Stati Uniti sarebbe stato ucciso da Cosa Nostra. (A.A.)

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