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Caldo anomalo fino a metà mese

Lo scarso rimescolamento verticale dell'atmosfera, proseguono gli esperti, "sara' anche responsabile di un aumento dell'inquinamento

Caldo anomalo fino a metà mese

"Un robusto anticiclone di matrice sub-tropicale si e' stabilizzato sul bacino del Mediterraneo e sull'Italia, prolungando questa fase di tempo stabile e clima mite, con temperature sensibilmente superiori alla media stagionale: una situazione destinata a protrarsi anche oltre la meta' del mese". Lo affermano i meteorologi del Centro Epson Meteo. "Sull'Italia - aggiungono - in particolare l'anticiclone dara' luogo anche al fenomeno dell'inversione termica, favorendo giorno dopo giorno un aumento di nebbie, foschie e strati di nubi basse non solo in Valpadana e nelle valli del Centro ma anche lungo molte le zone costiere della penisola inizialmente soprattutto sulle regioni del versante occidentale compresa la Sardegna".

Lo scarso rimescolamento verticale dell'atmosfera, proseguono gli esperti, "sara' anche responsabile di un aumento dell'inquinamento e quindi di un peggioramento della qualita' dell'aria. Le temperature diurne saranno anomale per il periodo, con valori fino a 10 gradi oltre la norma al Nord, a causa della massa d'aria molto mite che accompagna l'anticiclone. Su Alpi e Appennini l'anomalia termica sara' ancora piu' evidente. Lo zero termico anche nei prossimi giorni si posizionera' dai 3700 metri sulle Alpi orientali ai 4500 metri su quelle occidentali, con conseguente grave sofferenza per i ghiacciai e le nevi perenni". Dalle piante non cadono le foglie, i radicchi rimangono verdi e la mimosa ha le gemme rigonfie e si rischia una fioritura fuori stagione. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti sulla natura del caldo anomalo di questo autunno, dopo una estate che si e' classificata in Italia al terzo posto tra le piu' calde dal 1800 con una temperatura media superiore di 2,3 gradi rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 secondo Isac/Cnr.

In questa estate di San Martino le piante sono ancora in piena vegetazione come in primavera inoltrata e - sottolinea la Coldiretti -. a preoccupare gli agricoltori sono i seri danni che possono colpire le colture se come previsto ci saranno forti abbassamenti di temperatura. L'arrivo del grande freddo rischia infatti di trovare le piante impreparate. Siamo di fronte - conclude la Coldiretti - ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si e' accentuata negli ultimi anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense con nubifragi vere e proprie bombe d'acqua.
 

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