Sanità Calabria

Pubblicato il decreto che stabilizza i 900 precari

Formale via libera all’accordo definito il 19 ottobre. Ora Struttura commissariale e sindacati provano a “salvare” una trentina di lavoratori della Fondazione Campanella

Pubblicato il decreto che stabilizza i 900 precari

È stato pubblicato, sottoscritto dal Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del Sistema sanitario calabrese ing. Massimo Scura e dal sub commissario Andrea Urbani, il decreto (è numero 110) attraverso il quale viene recepito l’accordo in materia di stabilizzazione del lavoro precario. L’accordo - che ha segnato un passaggio decisivo verso la stabilizzazione di una vasta area di precariato - è stato siglato il 19 ottobre scorso e ha visto coinvolti la Struttura Commissariale e le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e veterinaria, della dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa del comparto. Attraverso questo accordo, raggiunto dopo ore e ore di estenuanti trattative, è stato tracciato il percorso che condurrà, entro il 2018, alla stabilizzazione del personale in possesso dei requisiti previsti del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 6 marzo 2015. Allo scopo verrà utilizzato come prima tranche di finanziamenti un importo pari a quello stabilito nel decreto commissariale 87, cioè poco più di 26 milioni di euro. Con questa somma potranno essere stabilizzati circa 500 lavoratori. Per i restanti 400 bisognerà attendere un nuovo decreto. I precari da stabilizzare sono coloro che con incarichi reiterati a tempo determinati raggiungono almeno i 36 mesi di lavoro svolto anche in Aziende diverse. Ma, ottenuto questo risultato, Struttura Commissariale e organizzazioni sindacali hanno cercato di andare oltre aprendo un dossier che sembrava definitivamente chiuso: si è valutata la possibilità - non a portata di mano - di considerare come precari da stabilizzare almeno una parte di coloro che hanno lavorato alla Fondazione Tommaso Campanella, struttura fondata da Regione e Università di Catanzaro ma da considerare come una clinica privata ormai in liquidazione. Ebbene ci sono dipendenti che, pur se assunti con un contratto privato e senza i criteri di selezioni previsti per il pubblico, hanno prestato la loro opera attraverso ordini di servizio, turni, specifiche, predisposti dall’Azienda ospedaliera Mater Domini. Pertanto, fatto salvo il limite dei 36 mesi cui si è fatto riferimento, ci sono una trentina di posizioni, tra i lavoratori della “Campanella”, per le quali si sta verificando se sia possibile considerarli tra il precariato da stabilizzare. Operazione difficile, ma Struttura Commissariale e sindacati, in silenzio per non creare eccessive aspettative, stanno cercando una via d’uscita.

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