'Ndrangheta

Giampà, 5 arresti
per omicidio

La mobile di Catanzaro ha notificato 5 ordinanze di custodia ad esponenti della cosca Giampà di Lamezia Terme ritenuti mandanti ed esecutori dell'omicidio Zagami.

Giampà, 5 arresti
per omicidio

La squadra mobile di Catanzaro ha notificato 5 ordinanze di custodia cautelare ad altrettanti esponenti di primo piano della cosca Giampà di Lamezia Terme ritenuti mandanti ed esecutori dell'omicidio di Domenico Zagami, ucciso in un agguato il 14 agosto 2004. L'omicidio, per l'accusa, è maturato nella guerra di mafia che ha contrapposto i Giampà alla cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri. Nei giorni scorsi 34 presunti esponenti della cosca sono stati arrestati dalla polizia.

Fu ucciso per vendetta perché sospettato di essere coinvolto nell'omicidio di due esponenti della cosca Giampà di Lamezia Terme, Domenico Zagami, assassinato in un agguato il 14 agosto del 2004. L'omicidio di Zagami è stato ricostruito attraverso le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia i quali hanno fornito agli investigatori il movente ed i nomi dei mandanti e degli esecutori materiali del delitto.
E stamane gli agenti della squadra mobile hanno notificato in carcere una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone. Sono ritenuti mandanti dell'omicidio Aldo Notarianni, di 47 anni; Giuseppe Giampà, 32 anni, e Vincenzo Bonadio, 53 anni. Sono accusati di essere gli esecutori materiali Domenico Giampà, 31 anni, e Maurizio Molinaro, 29 anni.
All'omicidio di Zagami partecipò anche il collaboratore di giustizia Saverio Cappello il quale era alla guida della moto a bordo della quale c'era anche Domenico Giampà che, secondo l'accusa, avrebbe materialmente sparato contro la vittima.
Nell'inchiesta condotta dalla squadra mobile c'é anche un indagato per il quale i magistrati della Dda di Catanzaro avevano chiesto l'arresto che però non è stato concesso dal giudice per le indagini preliminari.
I particolari dell'operazione 'Medea' sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato il questore Guido Marino, il Procuratore della Repubblica Vincenzo Antonio Lombardo, il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, e il capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti.
"Gli arresti eseguiti stamane - ha detto Lombardo - sono uno sviluppo dell'inchiesta compiuta nei giorni scorsi contro la cosca dei Giampà di Lamezia Terme. Tutto il materiale raccolto non poteva essere messo insieme e quindi abbiamo deciso di separare i delitti specifici". Il Procuratore aggiunto ha evidenziato che "il materiale raccolto lo svilupperemo progressivamente nel tempo. Ma una cosa è certa, non intendiamo unificare i procedimenti relativi agli omicidi con quello dell'associazione per delinquere di tipo mafioso".
Per il Questore di Catanzaro si tratta di un "risultato importante. Con questi arresti dimostriamo che anche gli omicidi datati nel tempo non finisco nell'archivio".

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