Ha sei figli

Giornalista-mamma
vuole guidare l'Islanda

Tra Olafur Ragnar Grimsson e la rielezione alla presidenza della Repubblica d'Islanda per il quinto mandato, un record per l'isola nordica, c'e' un unico ostacolo: una tenace giornalista bionda di 37 anni madre di sei figli (tre acquisiti), Thora Arnorsdottir.

Giornalista-mamma
vuole guidare l'Islanda

Thora Arnorsdottir

Tra Olafur Ragnar Grimsson e la rielezione alla presidenza della Repubblica d'Islanda per il quinto mandato, un record per l'isola nordica, c'e' un unico ostacolo: una tenace giornalista bionda di 37 anni madre di sei figli (tre acquisiti), Thora Arnorsdottir.

Ex anchorwoman di una tv locale diventata celebre per le sue inchieste sulla crisi economica che ha travolto l'economia nazionale nel 2008, Thora e' una outsider non legata ai partiti tradizionali ma di simpatie socialdemocratiche per tradizione familiare (suo nonno, Hannibal Valdimarsson, e' stato segretario del Partito socialdemocratico negli anni '50 e '60 e piu' volte ministro). Gli ultimi sondaggi alla vigilia del voto mostrano un sorpasso sul filo di lana di Grimsson, in carica dal 1996, nei confronti di Thora, che a lungo e' stata in testa nelle intenzioni di voto invocando la necessità di un ''cambiamento'' e di imparare sugli errori del passato.

Thora ha deciso di candidarsi alle presidenziali nel marzo scorso, quando era al settimo mese di gravidanza, dopo aver ottenuto dal proprio compagno, il giornalista Svavar Halldorsson, l'impegno ad occuparsi della famiglia a tempo pieno per qualche anno in caso di elezione. ''Ma io continuero' ad allattare la mia bambina'' nata poche settimana fa, ha detto Thora, secondo la quale l'Islanda ''ha bisogno di un cambiamento''. I sondaggi tuttavia premiano Grimsson, 69 anni, che ha ottenuto grande popolarita' ponendo il veto alla legge votata in parlamento dal governo di centro-sinistra per rimborsare 5 miliardi di dollari agli investitori britannici ed olandesi che avevano perso i propri risparmi investiti nei conti 'Icesave' della Landsbanki, una delle tre principali banche islandesi nazionalizzate nel 2009 dopo il default. Il veto, confermato da due referendum popolari, ha scatenato la rabbia di Gran Bretagna e Olanda e l'Efta, l'Associazione di libero scambio europea di cui fa parte l'Islanda, ha trascinato il governo di Reykjavik in tribunale.

''In pratica, si puo' dire che il voto  sia un referendum per capire se il presidente ha fatto bene a non firmare la legge su Icesave nel 2010 e 2011'', ha detto alla Reuters Stefania Oskardottir, professore associato all'Universita' d'Islanda. La decisione di Grimsson di rimborsare solo i cittadini islandesi coinvolti nel crack del sistema bancario nazionale e di lasciare a mani vuote gli investitori stranieri e' stata apprezzata dalla stragrande maggioranza dei 300 mila islandesi, che dopo la crisi hanno cosi' ritrovato l'orgoglio nazionale. ''Molti elettori che non hanno mai votato per Grimsson hanno detto che lo faranno perche' il presidente ha mantenuto con fermezza la posizione dell'Islanda nel caso Icesave'', ha detto alla Reuters Bryndis Hlodversdottir, rettore dell'Universita' di Bifrost. Un eventuale quinto mandato costituirebbe un record per il presidente islandese. Il suo predecessore, signora Vigdis Finnbogadottir, rimase in carica per quatto mandati.

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