Azzurri in finale

Napolitano: impresa
senza aggettivi

Subito dopo il successo con la Germania agli Azzurri è arrivata la telefonata del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Questa è un'impresa".

Napolitano: impresa
senza aggettivi

Finisce come sempre, con gli italiani che si abbracciano e i tedeschi, annichiliti e increduli, che piangono per l'incolmabile spread del pallone:in finale all'europeo, dove troveranno la Spagna, vanno Cesare Prandelli e la sua squadra, entrando così di diritto nella storia della grandi nazionali azzurre. A determinare il 2-1 (risultato persino avaro) con il quale gli azzurri perpetuano la sindrome dei tedeschi nei loro confronti, è Mario Balotelli. Segna una doppietta, colpo di testa in controtempo sul portiere (un po' come fece Rivera nel 1970, ma di piede) e terrificante botta di destro: poi si toglie la maglietta e sfida con lo sguardo il mondo intero, un Mike Tyson del terzo millennio che ha appena messo ko il gigante avversario. Ma il successo di stasera è di tutto un gruppo, tecnico e giocatori, che sono partiti tra gli insulti per la vicenda del calcioscommesse e dopo avere ritrovato serenità e uno stato di forma buono in corso d'opera hanno colto l'opportunità di lanciare la sfida ai detentori della Spagna domenica a Kiev. E' stata una lezione di gioco, quella imposta stasera dagli azzurri ai tedeschi di Loew, in chiara condizione di sudditanza psicologica per un passato di continue delusioni contro l'Italia, ma teoricamente messi molto meglio sul piano tecnico e fisico. E invece illuminati ancora da Pirlo, finalmente bravi a concretizzare con Balotelli e garantiti da una prova di squadra eccellente in tutti i reparti e in ogni zona del campo, gli azzurri hanno dominato, sfiorando moltissime volte il terzo gol e subendo quello avversario su rigore, quando la gara era di fatto finita. Senza scelte a sorpresa, nonostante le voci della vigilia, le due squadre si erano presentate in campo in avvio. Tra gli azzurri c'era Cassano, in coppia con Balotelli, e in difesa Balzaretti passava a destra al posto di Abate lascando la corsia di sinistra a Chiellini. Tra i bianchi di Loew invece al centro dell'attacco c'era il capocannoniere del torneo Gomez e non Miro Klose, pure dato per certo dalla stampa di Berlino. Non era una sorpresa neppure lo stato del terreno di gioco, pessimo e penalizzante in egual misura per le due squadre.

Era partita bene la Germania, forte di tanta consapevolezza e di una condizione fisica sicuramente migliore: al 6' su angolo dalla sinistra un pasticcio Barzagli-Buffon consentiva a Hummels la battuta a rete comoda e solo Pirlo appostato sulla inea evitava il gol. Al 12' era Khedira, il migliore dei suoi, a innescare con una percussione Boateng il cui cross creava un brivido alla difesa azzurra, vissuto di nuovo sull'angolo susseguente per un tiro di Kroos respinto da Buffon. E l'Italia? Lentamente prendeva confidenza e quota, al 17' Montolivo impegnava Neuera terra, che doveva replicare due minuti dopo su Cassano. Ma era proprio il barese ad aprire, dopo essersi bevuto sulla sinistra Boateng e Hummels, con una rasoiata apriva la difesa avversaria, Balotelli di testa anticipava Badstuber e metteva in rete. Tedeschi sotto choc, e capaci solo di produrre tiracci da lontano. Era ancora l'Italia invece a sfiorare il gol, con un'azione combinata Balotelli-Cassano non trasformata in rete da Montolivo per eccesso di leziosità. Ma il raddoppio era solo rinviato: perché al 36' dopo che Buffon era andato a prendere all'incrocio dei pali un gran destro di Khedra,la rasoiata la regalava in profondità Montolivo. Balotelli faceva fesso Lahm portandosi avanti la palla con uno stop a seguire di petto, poi faceva partire un tiro di grande potenza sul quale Neuer rimaneva impotente. Per rimanere a torso nudo a festeggiare. Nella ripresa Loew inseriva Klose per Gomez, non pervenuto, e Reus per Podolski. Proprio Reus dava subito un segnale di vita con una battuta di dribbling indovinata, seguita da un tiro da distanza ravvicinata neutralizzato da Buffon. E al 4' era Lahm, su assist di Kroos, a fallire una grande opportunità, calciando alto di destro da due passi. Ma il tasso di velenosità delle giocate azzurre rimaneva alto, e al 7' Cassano scherzava a lungo con Hummels prima di offrire in area una buona palla non sfruttata da Montolivo e Balotelli. Il tema tattico della gara prevedeva la spinta dei tedeschi e allora Prandelli metteva un po' di energie fresche, inserendo Diamanti al posto di Cassano. E al 15' ci provava ancora Balotelli con un destro che finiva fuori di poco. Al 16' Reus su punizione costringeva Buffon a un grande intervento con palla prima sulla traversa e poi in angolo. Nella sua ricerca di dare nerbo al centrocampo, Prandelli mandava in campo Thiago Motta al posto di Montolivo. Addirittura Diamanti ci provava da lontano al 20' con Neuer costretto alla rincorsa comica. Erano applausi a scena aperta per gli azzurri, anche quando Marchisio sprecava con un esterno destro dopo azione combinata con Diamanti e Pirlo. Balotelli al 25', alle prese con i crampi, era costretto a uscire e Marchisio falliva ancora una grande occasione. Sbagliava pure Di Natale, segnava -ma in fuorigioco- Balzaretti. Al 90' Hummels sbucava davanti a Buffon ma il portiere azzurro parava: due minuti dopo su batti e ribatti in area la palla impattava sul braccio di Balzaretti. Rigore che Ozil trasforma, non modificando il senso della serata: le regole dell'eurozona del pallone le dà la tradizione italiana, non la Germania

NAPOLITANO A AZZURRI: IMPRESA SENZA AGGETTIVI Ormai è un rito, forse anche beneaugurante: subito dopo il successo con la Germania agli Azzurri è arrivata la telefonata del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Questa è un'impresa - ha detto - senza aggettivi, non ci sono parole per dirvi quanto siete stati grandi"

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