Bruxelles

Samaras rinuncia al vertice Ue

Il neo premier greco Antonis Samaras, operato all'occhio nei giorni scorsi, non parteciperà al Vertice Ue di Bruxelles in calendario il 28 e 29 giugno. Lo ha detto un portavoce governativo oggi ad Atene.

Samaras rinuncia al vertice Ue

Antonis Samaras

Il neo premier greco Antonis Samaras, operato all'occhio nei giorni scorsi, non parteciperà al Vertice Ue di Bruxelles in calendario il 28 e 29 giugno. Lo ha detto un portavoce governativo oggi ad Atene.

Al Vertice, al quale Atene puntava ad ottenere un ammorbidimento delle regole di austerità decise in cambio di una serie di prestiti, andranno il ministro degli esteri Dimitris Avramopoulos e il ministro uscente dell'economia e delle finanze George Zanias. Il neo ministro, Vassilis Rapanos, non ha ancora giurato, essendo stato vittima di un malore venerdì scorso, e tuttora ricoverato.

La Grecia chiede una proroga di almeno due anni, fino al 2016, per attuare il piano di austerità dell'Ue e dell'Fmi. Ma da Bruxelles, il commissario Olli Rehn fa sapere che "non è possibile discuterne" prima di una valutazione di quanto sia già stato realizzato. Ma i tempi si allungano: la missione della troika che lunedì avrebbe dovuto recarsi ad Atene viene rinviata all'inizio del mese prossimo, visto che il premier Antonis Samaras e il suo ministro dell'economia Vassilis Rapanos sono tuttora ricoverati, almeno fino a lunedì. L'Unione europea si impegna per la crescita a meno di una settimana dal summit forse più cruciale per il futuro della moneta unica, ma sul tavolo dei 17 piombano oltre alla richiesta della Grecia di avere più tempo per l'attuazione del piano di austerity, quella di Cipro per rimettere in ordine le proprie finanze e quella - ufficiale - della Spagna per evitare il meltdown del settore bancario. Sarà quindi una settimana di fuoco quella che lunedì, secondo le indiscrezioni, inizierà proprio con la richiesta di Cipro all'Eurogruppo e finirà con un Consiglio europeo che dovrà fare il possibile per evitare un'altra ondata di speculazione sui mercati e l'ennesima impennata degli spread.

Ma la strada si presenta tutta in salita. A partire dal documento ufficiale emerso oggi, con il quale il nuovo governo greco ha messo nero su bianco che chiederà una proroga di "almeno due anni" per l'applicazione del piano d'austerità imposta da Ue e Fmi. Immediato è stato il commento di Bruxelles: "Non è possibile discutere di questioni di questo tipo - ha detto all'ANSA Amadeu Altafaj Tardio, il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn -. Anzitutto, dobbiamo avere una chiara valutazione di come il programma è stato attuato finora e come il nuovo governo greco intende attuarlo". Una valutazione che avrebbe dovuto iniziare la settimana prossima, con la visita della Troika ad Atene per "aggiornare" il memorandum d'intesa con la Grecia e - appunto - analizzare lo stato di attuazione del programma per l'adeguamento di bilancio e le riforme economiche del Paese. E' stata la tv greca NTV ad annunciare il rinvio della missione della troika.

Come notato dai media greci, la missione si svolgerà quindi dopo il Consiglio europeo e ci saranno anche ritardi nel versamento della prossima tranche del prestito concesso alla Grecia, di un valore di 5 miliardi di euro da versare entro giugno. Samaras, operato all'occhio, e Rapanos, che ha avuto un malessere venerdì, rimarranno ricoverati fino ad almeno lunedì. Non è chiaro al momento se Samaras sarà in grado di recarsi al Vertice di Bruxelles nè quando Rapanos potrà giurare, non avendolo ancora fatto. Intanto, Bruxelles commenta con freddezza l'accordo di ieri a Roma tra il premier Mario Monti, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande e il premier spagnolo Mariano Rajoy su un pacchetto per la crescita da 120-130 miliardi di euro, ovvero l'1% del Pil europeo. "Non ho visto alcuna nuova fonte di finanziamento riguardo a questo piano oltre a ciò che il presidente (della Commissione europea, José Manuel) Barroso abbia già detto", ha commentato il portavoce di Rehn. "E' un inizio, ma non possiamo fermarci qua", aveva detto ieri il premier belga, Elio di Rupo. E restano le divisioni tra Hollande e Merkel, come scrive oggi il quotidiano francese Le Figaro. Divergenze che i due leader cercheranno di risolvere prima del summit a Bruxelles con un incontro all'Eliseo già fissato per mercoledì 27 giugno.

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