Rome

Italy introduces high-frequency tax

Levy aims to draw benefits from speculation

Italy introduces high-frequency tax

Rome, September 2 - A new tax on high-frequency and equity derivative trades introduced in Italy on Monday could "further damage liquidity in the country," the Financial Times said. The tax aims to draw fiscal benefits from speculation and will apply a 0.02% levy only on certain types of high-volume trades. It is the second stage of a process started earlier in 2013 to tax financial transactions in Italy and will apply regardless of where the transaction is executed. The levy follows an introductory scheme launched in March taxing both exchange-based and over-the-counter share trading. L'Italia diventa oggi il primo Paese a introdurre una tassa sulle transazioni borsistiche ad alta frequenza (high-frequency trading), una modalità operativa basata sull'impiego di algoritmi che consentono di acquisire, elaborare e reagire alle informazioni di mercato con una velocità elevata. Una mossa, questa, vista come un test per provare ad imporre una stretta su una pratica che permette agli operatori di lucrare su margini esigui per ogni singola operazione che diventano però consistenti dato l'altissimo numero di transazioni eseguite a fine giornata. La tassa si applicherà anche al trading dei derivati sulle azioni. Tuttavia banche e brokers, secondo quanto scrive il Financial Times, avvertono che la nuova tassa potrebbe ulteriormente danneggiare i livelli di liquidità sul mercato italiano. I volumi, infatti, sono già diminuiti da quando a marzo fu introdotta una tassa sulle transazioni azionarie. Proposte simili a quella italiana, ricorda il quotidiano, sono state avallate dalle autorità legislative di Stati Uniti e Australia.

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