Crisi

Monti ottimista: presto
segni di ripresa

Non bisogna "sprecare la fiducia" raccolta con la "quantità concentrata di provvedimenti restrittivi" che "il Paese ha saputo sopportare, forse comprendendo che ce ne era la necessità". Anche perché "in pochi mesi" emergeranno "chiari segni di ripresa".

Monti ottimista: presto
segni di ripresa

Non bisogna "sprecare la fiducia" raccolta con la "quantità concentrata di provvedimenti restrittivi" che "il Paese ha saputo sopportare, forse comprendendo che ce ne era la necessità". Anche perché "in pochi mesi" emergeranno "chiari segni di ripresa". Il premier Mario Monti lancia il messaggio dal Forum della Coldiretti a Cernobbio, alla vigilia di una settimana che lo vedrà incontrare, in un confronto che verterà anche sulla legge di stabilità, i leader politici Casini (lunedì), Alfano-Berlusconi (martedì) e Bersani, alle prese in questi giorni con le primarie. Sul tavolo del premier e del Governo c'é la legge di stabilità su cui da più parti vengono chieste modifiche. All'indomani dell'apertura dello stesso presidente del Consiglio circa la possibilità di correttivi, purché "a saldi invariati" lo stesso concetto è stato ribadito dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. 

"Se il Parlamento vorrà modificare" il ddl stabilità "siamo disponibili come ha già detto Monti", ha puntualizzato. Il termine per le proposte di modifica è fissato al 31 ottobre, ma i partiti stanno già affilando le armi per la battaglia parlamentare. Obiettivo togliere la retroattività delle detrazioni e, se le risorse sono necessarie, sterilizzare completamente l'aumento dell'Iva che scatta a luglio. Nodi da affrontare, poi, anche i tagli agli enti locali e quelli su scuola e sanità. Il nodo è certo quello delle risorse: sul tappeto tante ipotesi, dall'anticipo del piano Giavazzi per ridurre gli incentivi alle imprese al possibile calo dell'Iva a danno dell'Irpef. La necessità di trovare risorse viene ribadita chiaramente dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà che torna sul contestato nodo dell'aumento dell'Iva di un punto. Per toglierlo dal disegno di legge "servono le coperture" - spiega - bisogna guardare il bicchiere "mezzo pieno" e non mezzo vuoto perché è stata inserita anche la riduzione di un punto di Irpef per le prime due aliquote. "Che scatti solo un punto d'Iva - ha spiegato a Roma a margine del convegno InNovaCamp - è un buon risultato. I soldi devono essere gli stessi. Se si vuole togliere anche l'aumento d'Iva di un punto bisogna trovare le coperture". 

Per niente d'accordo, invece, su correttivi parziali è la leader Cgil, Susanna Camusso che torna a chiedere: "modifiche molto profonde" perché qualche correzione non servirebbe "a ridurre le iniquità". Sempre dal fronte del Governo il sottosegretario all'economia, Gianfranco Polillo ribadisce che "una legge di stabilità non è l'atto terminale. Possiamo rimodularla secondo quanto deciderà il Parlamento ma a saldi invariati". Proprio su quanto affermato da Polillo, che spera di poter evitare l'aumento Iva di un punto dal prossimo luglio 2013, i gruppi parlamentari chiederanno al governo di scoprire le carte su possibili risorse già individuate. Consapevoli delle difficoltà dell'Italia ma convinti di profonde modifiche del ddl, esponenti del Pdl come il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri che parla di "correzioni indispensabili sul versante fiscale. La pressione crescerebbe in misura notevole mentre il taglio retroattivo alla detrazioni è un imbroglio che non passerà". Smorza le critiche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che sempre a margine del Forum Coldiretti, afferma che "sono necessarie alcune modifiche" e chiede quindi di "ripensare al giro delle manovre fiscali in modo che ci siano sollecitazioni alla domanda e non meccanismi che possano deprimerla". 

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