Saldo 4,5 miliardi

Vola commercio estero
Avanzo boom a luglio

E' quanto fa sapere l'Istat diffondendo i dati sul commercio estero. Si tratta dell'avanzo più alto dal luglio del 1998, ovvero da 14 anni. A luglio segnano un rialzo su base mensile sia l'export, con un +0,3%, sia, in maniera più accentuata, l'import (+2,9%).

Vola commercio estero
Avanzo boom a luglio

A luglio il saldo della bilancia commerciale è positivo e pari a 4,5 miliardi di euro. E' quanto fa sapere l'Istat diffondendo i dati sul commercio estero. Si tratta dell'avanzo più alto dal luglio del 1998, ovvero da 14 anni. A luglio segnano un rialzo su base mensile sia l'export, con un +0,3%, sia, in maniera più accentuata, l'import (+2,9%). E' quanto rileva l'Istat, aggiungendo che su base annua le vendite (dati grezzi) registrano un aumento del 4,3%, mentre gli acquisti risultano ancora negativi (-4,3%).

 L'aumento congiunturale dell'export é spiegato dalla crescita delle vendite verso i paesi Ue (+0,8%), mentre l'export verso l'area extra Ue è in lieve diminuzione (-0,3%). Particolarmente rilevante è l'incremento delle vendite di beni strumentali (+2,3%). La crescita delle importazioni invece coinvolge entrambe le aree di interscambio: +3,6% per i paesi Ue e +2,1% per i paesi extra Ue.

 Incrementi significativi si registrano per i beni strumentali (+5,5%) e i prodotti intermedi (+4,4%). Rispetto a luglio 2011, i mercati più dinamici all'export sono i paesi Asean, ovvero del Sud Est asiatico (+29,6%), gli Stati Uniti (+21,8%) e i paesi Opec (+20,6%). Risultano in crescita sostenuta le vendite di articoli farmaceutici chimico-medicinali e botanici (+13,1%), autoveicoli (+12,5%) e alimentari (+11,2%). Sul versante opposto, marcata è la flessione delle importazioni dall'India (-25,7%) e dai paesi Mercosur, cioé Brasile, Paraguay, Uruguay e Argentina, (-23,6%), mentre sono in forte crescita gli acquisti dai paesi Opec (+23,0%). A livello settoriale, gli acquisti di autoveicoli (-32,9%), prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere (-16,6%) e prodotti petroliferi raffinati (-16,2%) segnano una significativa contrazione

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