Simulazione Uil

La "stangatina" Imu
città per città

Per le seconde case si avrebbe, invece, un “surplus” di imposta pari a 188,50 euro ad Aosta; di 179,15 euro a Milano; di 115,74 euro a Lecce; di 92,21 euro a Messina; di 87,97 euro a Reggio Calabria.

La "stangatina" Imu
città per città

Sui 104 Comuni capoluogo di provincia, la "stangatina" autunnale dell'Imu peserà mediamente 44 euro con punte di 154 euro a Roma; 142 euro a Milano; 136 euro a Bologna; 110 euro a Rimini; 107 euro a Verona. Queste le stime del Servizio Politiche Territoriali della Uil, diretto dal segretario confederale Guglielmo Loy.

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Ecco il comunicato 

La reintroduzione dell’IMU sulla prima casa costerà mediamente, per una famiglia senza figli a carico, 133 euro, con punte di 511 euro in alcune Città. A seconda della composizione del nucleo familiare l’incidenza dell’IMU sarà differente: per una famiglia con un figlio a carico, l’IMU peserà 83 euro medi l’anno (in 21 Città, tra cui Perugia, L’Aquila, Catanzaro, Cagliari, questo nucleo familiare non pagherà l’imposta); per una famiglia con due figli a carico l’imposta peserà mediamente 33 euro (si azzererà in 49 città tra cui Campobasso, Potenza, Palermo); mentre con tre figli a carico l’imposta diventa nulla in 66 Città capoluogo (tra cui Venezia, Ancona); con 4 figli a carico si annulla, invece, in 85 capoluoghi, come nel caso di Torino.
Per molti possessori di seconde case potrà esserci, invece, addirittura un risparmio per i redditi medio alti in diversi capoluogo di città.
Infatti, se un possessore di una seconda casa ha un reddito da professionista da 90 mila euro, l’aggravio dell’IMU sarà di soli 7 euro, mentre per un lavoratore dipendente o pensionato con un reddito di 23 mila euro, che ha, ad esempio, la fortuna di avere ereditato un’abitazione nella città di origine, l’aggravio potrà superare anche i 95,36 euro.
“Ciò - spiega Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL – è possibile in quanto l’Imu non è un’importa progressiva come l’Irpef. In questo modo più è alto il reddito e meno incidenza avrà l’IMU.
Questa manovra, dunque, diversamente da quanto sostenuto dal Governo, grava sempre sui soliti noti: lavoratori dipendenti e pensionati.
Infatti, nonostante l’emendamento aumenti le detrazioni sulla prima casa legate al numero dei figli, i più penalizzati restano gli oltre 9 milioni di pensionati proprietari di una casa, che non hanno a carico figli minori di 26 anni e che pagheranno mediamente un’IMU di 133 euro l’anno.
I calcoli derivano da una simulazione della UIL Servizio Politiche Territoriali, che ha analizzato gli effetti dell’introduzione dell’IMU come prevista dal Decreto “salva Italia”, nelle 104 Città capoluogo di provincia, sulla media delle rendite catastali A/2 e A/3 in tali città, rapportate a un immobile di 5 vani in zona semi centrale.
IMU SECONDE CASE
Per un reddito da lavoro dipendente e pensione di 23 mila euro l’anticipo dell’IMU sulla seconda casa peserà nel prossimo anno 632,73 euro a fronte dei 537,37 euro di quest’anno (+17,7%), mentre un lavoratore autonomo con reddito di 90 mila euro pagherà ugualmente 632,73 di IMU, a fronte dei 625,37 euro di quest’anno pagati tra ICI ed IRPEF (+ 1,2%).
Mentre nel primo caso c’è un aggravio generalizzato, nel secondo caso, in 59 Città, un professionista pagherà meno imposte, come nel caso di Roma dove avrebbe un risparmio di 54,61 euro; a Rimini di 31,76 euro; a Napoli di 30,45 euro; a Trento di 30 euro; a Benevento di 29,47 euro. Si avrebbe, invece, un “surplus” di imposta pari a 188,50 euro ad Aosta; di 179,15 euro a Milano; di 115,74 euro a Lecce; di 92,21 euro a Messina; di 87,97 euro a Reggio Calabria.
Mentre nel caso di un reddito fisso di 23 mila euro l’aggravio maggiore si avrebbe a Milano con 367,15 euro in più; ad Aosta con 311,50 euro in più; a Bolzano con 202,77 euro in più; a Pordenone con 186,50 euro in più; a Bologna con 169,82 euro in più.
In termini assoluti l’IMU sulla seconda casa peserà complessivamente 1.351,79 euro a Roma; 1.285 euro a Milano; 1.252,88 euro a Bologna; 1.022,08 euro a Firenze; 1.008,90 euro a Rimini.
“Per compensare il mancato gettito dell’Irpef fondiaria - ha commentato Loy - la metà degli importi derivanti da questa imposta andranno allo Stato centrale”.
IMU PRIMA CASA
La reintroduzione dell’IMU sulla prima casa porterà dei benefici in 59 capoluoghi di provincia, rispetto alla vecchia ICI e mediamente a livello nazionale uno sconticino di 3 euro.
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Questo per effetto delle aliquote e delle detrazioni: la media delle aliquote applicate nel 2008 sulla prima casa era del 4,98 per mille, a fronte dell’aliquota del 4 per mille dell’IMU; la media delle detrazioni era, nel 2008, di 117,27 euro a fronte dei 200 euro dell’IMU.
A livello di singole Città, a Roma, dopo l’aumento delle detrazioni si pagherà mediamente un’IMU sull’abitazione principale di 411,47 euro con punte di 511,47 euro senza figli a carico e 311,47 euro per 4 figli a carico; a Milano mediamente si pagheranno 376,77 euro, passando dai 476,77 euro per una famiglia senza figli a carico, a 276,77 euro per una famiglia con 4 figli a carico; a Bologna 359,41 euro medi che arrivano a 459,41 euro senza nessun carico familiare, per scendere a 259,41 euro per una famiglia con 4 figli a carico; a Firenze mediamente peserà 237,94 euro, che arrivano a 337,94 euro per una famiglia senza figli a carico, per scendere a 137,94 euro per una famiglia con 4 figli a carico; a Rimini mediamente peserà per 231 euro, che arrivano a 331 euro per una famiglia senza figli a carico, per scendere a 131 euro per una famiglia con 4 figli a carico.
CONCLUSIONI
“La UIL – ha concluso Loy - auspica che Governo e Parlamento possano rimediare a tali distorsioni, introducendo detrazioni più alte per tutti e non solo per coloro che hanno figli. Ad esempio, per i pensionati sarebbero necessarie detrazioni progressive in base alla proprio reddito.
Le risorse si possono trovare facendo pagare di più chi ha immobili non adibiti a prima casa, con un prelievo progressivo che tassi maggiormente la terza o quarta casa. Questa è una proposta che coniuga davvero i concetti racchiusi nelle tre parole chiave di queste settimane ”equità, crescita e rigore”.
La reintroduzione dell’IMU sulla prima casa costerà mediamente, per una famiglia senza figli a carico, 133 euro, con punte di 511 euro in alcune Città. A seconda della composizione del nucleo familiare l’incidenza dell’IMU sarà differente: per una famiglia con un figlio a carico, l’IMU peserà 83 euro medi l’anno (in 21 Città, tra cui Perugia, L’Aquila, Catanzaro, Cagliari, questo nucleo familiare non pagherà l’imposta); per una famiglia con due figli a carico l’imposta peserà mediamente 33 euro (si azzererà in 49 città tra cui Campobasso, Potenza, Palermo); mentre con tre figli a carico l’imposta diventa nulla in 66 Città capoluogo (tra cui Venezia, Ancona); con 4 figli a carico si annulla, invece, in 85 capoluoghi, come nel caso di Torino.

Per molti possessori di seconde case potrà esserci, invece, addirittura un risparmio per i redditi medio alti in diversi capoluogo di città.Infatti, se un possessore di una seconda casa ha un reddito da professionista da 90 mila euro, l’aggravio dell’IMU sarà di soli 7 euro, mentre per un lavoratore dipendente o pensionato con un reddito di 23 mila euro, che ha, ad esempio, la fortuna di avere ereditato un’abitazione nella città di origine, l’aggravio potrà superare anche i 95,36 euro.“Ciò - spiega Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL – è possibile in quanto l’Imu non è un’importa progressiva come l’Irpef. In questo modo più è alto il reddito e meno incidenza avrà l’IMU.Questa manovra, dunque, diversamente da quanto sostenuto dal Governo, grava sempre sui soliti noti: lavoratori dipendenti e pensionati.Infatti, nonostante l’emendamento aumenti le detrazioni sulla prima casa legate al numero dei figli, i più penalizzati restano gli oltre 9 milioni di pensionati proprietari di una casa, che non hanno a carico figli minori di 26 anni e che pagheranno mediamente un’IMU di 133 euro l’anno.I calcoli derivano da una simulazione della UIL Servizio Politiche Territoriali, che ha analizzato gli effetti dell’introduzione dell’IMU come prevista dal Decreto “salva Italia”, nelle 104 Città capoluogo di provincia, sulla media delle rendite catastali A/2 e A/3 in tali città, rapportate a un immobile di 5 vani in zona semi centrale.

IMU SECONDE CASE

Per un reddito da lavoro dipendente e pensione di 23 mila euro l’anticipo dell’IMU sulla seconda casa peserà nel prossimo anno 632,73 euro a fronte dei 537,37 euro di quest’anno (+17,7%), mentre un lavoratore autonomo con reddito di 90 mila euro pagherà ugualmente 632,73 di IMU, a fronte dei 625,37 euro di quest’anno pagati tra ICI ed IRPEF (+ 1,2%).Mentre nel primo caso c’è un aggravio generalizzato, nel secondo caso, in 59 Città, un professionista pagherà meno imposte, come nel caso di Roma dove avrebbe un risparmio di 54,61 euro; a Rimini di 31,76 euro; a Napoli di 30,45 euro; a Trento di 30 euro; a Benevento di 29,47 euro. Si avrebbe, invece, un “surplus” di imposta pari a 188,50 euro ad Aosta; di 179,15 euro a Milano; di 115,74 euro a Lecce; di 92,21 euro a Messina; di 87,97 euro a Reggio Calabria. Mentre nel caso di un reddito fisso di 23 mila euro l’aggravio maggiore si avrebbe a Milano con 367,15 euro in più; ad Aosta con 311,50 euro in più; a Bolzano con 202,77 euro in più; a Pordenone con 186,50 euro in più; a Bologna con 169,82 euro in più.In termini assoluti l’IMU sulla seconda casa peserà complessivamente 1.351,79 euro a Roma; 1.285 euro a Milano; 1.252,88 euro a Bologna; 1.022,08 euro a Firenze; 1.008,90 euro a Rimini.“Per compensare il mancato gettito dell’Irpef fondiaria - ha commentato Loy - la metà degli importi derivanti da questa imposta andranno allo Stato centrale”.

IMU PRIMA CASA

La reintroduzione dell’IMU sulla prima casa porterà dei benefici in 59 capoluoghi di provincia, rispetto alla vecchia ICI e mediamente a livello nazionale uno sconticino di 3 euro.2Questo per effetto delle aliquote e delle detrazioni: la media delle aliquote applicate nel 2008 sulla prima casa era del 4,98 per mille, a fronte dell’aliquota del 4 per mille dell’IMU; la media delle detrazioni era, nel 2008, di 117,27 euro a fronte dei 200 euro dell’IMU. A livello di singole Città, a Roma, dopo l’aumento delle detrazioni si pagherà mediamente un’IMU sull’abitazione principale di 411,47 euro con punte di 511,47 euro senza figli a carico e 311,47 euro per 4 figli a carico; a Milano mediamente si pagheranno 376,77 euro, passando dai 476,77 euro per una famiglia senza figli a carico, a 276,77 euro per una famiglia con 4 figli a carico; a Bologna 359,41 euro medi che arrivano a 459,41 euro senza nessun carico familiare, per scendere a 259,41 euro per una famiglia con 4 figli a carico; a Firenze mediamente peserà 237,94 euro, che arrivano a 337,94 euro per una famiglia senza figli a carico, per scendere a 137,94 euro per una famiglia con 4 figli a carico; a Rimini mediamente peserà per 231 euro, che arrivano a 331 euro per una famiglia senza figli a carico, per scendere a 131 euro per una famiglia con 4 figli a carico.

CONCLUSIONI

“La UIL – ha concluso Loy - auspica che Governo e Parlamento possano rimediare a tali distorsioni, introducendo detrazioni più alte per tutti e non solo per coloro che hanno figli. Ad esempio, per i pensionati sarebbero necessarie detrazioni progressive in base alla proprio reddito.Le risorse si possono trovare facendo pagare di più chi ha immobili non adibiti a prima casa, con un prelievo progressivo che tassi maggiormente la terza o quarta casa. Questa è una proposta che coniuga davvero i concetti racchiusi nelle tre parole chiave di queste settimane ”equità, crescita e rigore”.

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