Unione europea

Merkel: mai gli eurobond
Monti: un summit difficile

La parola federalismo non è mai scritta nel documento. Ma le proposte presentate oggi dal presidente del Consiglio Herman van Rompuy e che i leader si ritroveranno sul tavolo del vertice di giovedì e venerdì muovono verso una prospettiva federalista della Ue.

Merkel: mai gli eurobond
Monti: un summit difficile

La parola federalismo non è mai scritta nel documento. Ma le proposte presentate oggi dal presidente del Consiglio Herman van Rompuy e che i leader si ritroveranno sul tavolo del vertice di giovedì e venerdì muovono verso una prospettiva federalista della Ue. E' una scommessa contro il tempo ("restano tre mesi per agire", secondo il Fmi), contro i mercati, anche oggi nervosi, con lo spread volato a 465 punti base, e contro l'impasse politica creata dalla dicotomia tra austerità e solidarietà. Una scommessa probabilmente troppo ambiziosa. Mentre dalla Francia infatti giungono aperture anche all'ipotesi di cessioni di sovranità sui bilanci nazionali, da Berlino Angela Merkel frena ancora su tutto.

La cancelliera esprime "perplessità" sul piano scritto da van Rompuy con i presidenti di Commissione, Eurogruppo e Bce, e ribadisce il suo no senza appello ad ogni ipotesi di condivisione del debito: "Finché sarò in vita, non avverrà", avrebbe sentenziato la Merkel durante un incontro con i parlamentari del partito liberale Fdp. La situazione però rischia di arrivare presto al punto di non ritorno. Anche per questo Roma sottolinea l'urgenza di misure di più immediato impatto, con il premier Mario Monti che oggi a Montecitorio ha esortato l'Unione ad adottare misure concrete per stabilizzare l'Euro entro la riapertura dei mercati di lunedì, dicendosi pronto ad andare avanti "ad oltranza" nelle trattative del vertice anche fino a domenica sera. Un richiamo condiviso dall'Ocse - servono risposte forti o c'é il rischio "contagio" per Italia e Spagna, mette in guardia l'organizzazione - e dalla Casa Bianca, che invita i leader Ue a risolvere la crisi. Il rapporto van Rompuy sarà comunque al centro del summit di Bruxelles.

In 7 pagine si propone un tabella di marcia verso "un'effettiva unione monetaria ed economica" basata su quattro "mattoni" (integrazione finanziaria, di bilancio, economica e democratica) e si rompono alcuni tabù decennali. Secondo i quattro presidenti, sono necessari "passi adeguati verso una comune emissione di debito" (attraverso gli Eurobill o un fondo di riscatto) e una cessione di sovranità sui bilanci nazionali, fino a prefigurare un 'super ministero' del Tesoro della zona euro in grado, se necessario, di 'riscrivere' le finanziarie dei singoli Paesi. "Le politiche nazionali non possono essere decise in isolamento se i loro effetti si propagano rapidamente nell'insieme dell'area euro", motivano van Rompuy, Draghi, Barroso e Juncker. In particolare, gli obiettivi "per l'equilibrio di bilancio e il livello del debito sovrano dovranno essere concordati insieme" e un loro sforamento potrà essere possibile "solo previa autorizzazione".

Anche la proposta per un'Unione bancaria per mettere in sicurezza il sistema del credito rompe schemi consolidati, suggerendo di affidare alla Bce il compito di supervisione e al fondo salva stati Esm di agire come fonte di finanziamento diretto. "Sono elementi molto interessanti", commenta il ministro degli Affari europei Enzo Moavero, precisando che si parla di un rapporto e non di una decisione. "L'Italia apprezza in particolare che si affrontino in modo parallelo la questione di una maggiore disciplina e controllo fiscale con l'aspetto solidaristico, con proposte per una comune emissione dei titoli del debito", spiega il ministro. Ma l'attenzione di Roma è rivolta all'urgenza di agire subito ed ora, perché i mercati e gli spread incalzano mettendo in difficoltà Italia e Spagna. In questo momento - è il ragionamento di Moavero - sono "necessarie anche decisioni di più "immediato impatto e applicazione". C'é soddisfazione per il 'compact sulla crescita e l'occupazioné, che sarà approvato venerdì dai leader, perché raccoglie in gran parte le sollecitazioni italiane. E si sottolinea che le proposte di Roma per un meccanismo anti-spread e lo scorporo di investimenti mirati dal calcolo del deficit pubblico "restano sul tavolo e sono diventati elementi di condivisa riflessione".

A Parigi ne hanno parlato stasera i ministri delle Finanze di Italia, Germania e Spagna, invitati dal loro collega francese Moscovici. Un mini vertice a quattro "cruciale", lo definiscono qualificate fonti europee, per l'individuazione di misure anti-crisi a breve termine. Stretto riserbo sui risultati della riunione, ma Berlino - secondo quanto trapela - avrebbe aperto uno spiraglio sull'ipotesi di utilizzare il fondo salva-Stati europeo per un meccanismo di stabilizzazione degli spread a favore dei paesi più virtuosi, così come fortemente auspicato da Monti. Nella geometria preparatoria del Consiglio Ue ha un ruolo molto importante anche la cena di domani sera tra il presidente francese Hollande e la cancelliera tedesca, con il Professore che oggi ha rivendicato all'Italia il merito di avere riavvicinato Francia e Germania. L'ultima parola spetterà però ai leader. "Sono convinto che non sarà una riunione per apporre visti formali a documenti pre-preparati", ha assicurato il Professore, dicendosi convinto, con Berlusconi, che "lo spazio negoziale è molto aperto".

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