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Libri

"Le penultime labbra"
di Marinelli

03/08/2012

Siamo sempre le penultime labbra di qualcuno. Una telefonata sulla segreteria della moglie Giulia subito prima di imbarcarsi su un aereo diretto in Europa dal Brasile: è questa l'ultima traccia lasciata da Antonio Branco, il cui volo si inabissa in pieno oceano poche ore dopo il decollo.

"Le penultime labbra"
di Marinelli

Giancarlo Marinelli

GIANCARLO MARINELLI
LE PENULTIME LABBRA
(BOMPIANI, PP. 308, EURO 17.00)

Non conosciamo poi così a fondo chi abbiamo accanto. Siamo sempre le penultime labbra di qualcuno. Una telefonata sulla segreteria della moglie Giulia subito prima di imbarcarsi su un aereo diretto in Europa dal Brasile: è questa l'ultima traccia lasciata da Antonio Branco, il cui volo si inabissa in pieno oceano poche ore dopo il decollo. Ma il suo nome, inspiegabilmente, non compare nella lista dei passeggeri, e così Giulia decide di andare a casa dei suoceri per fare chiarezza nel destino di Antonio e nella propria vita. Intorno a questo nucleo narrativo si snoda 'Le penultime labbra' di Giancarlo Marinelli, che delinea un ricco affresco di umanità e psicologie. Un'indagine che condurrà i protagonisti a compiere un viaggio tra i luoghi dell'inconscio.

Dall'Italia al Brasile, il mistero di Antonio crea intrecci, mescola amore e morte, in un susseguirsi avvincente e onirico, che ha il passo e i dialoghi serrati tipici della sceneggiatura.
E non a caso Marinelli, oltre che scrittore, è regista e autore sia per il teatro che per il cinema e la televisione. Il romanzo intreccia una serie di vicende, di casi umani e di psicologie: due liceali alle prese con la paura di crescere e di incontrarsi, un grande poeta sconvolto dalla morte del figlio, una misteriosa figura che abita una casa abbandonata, due anziani coniugi che devono fare i conti con le incomprensioni del passato, i tradimenti reali e quelli suggeriti di Antonio...

E su tutto aleggia il mistero sovrano della morte e dell'amore, che Marinelli svolge col suo stile lirico e visionario. Ha il montare lento prima e poi sempre più veloce degli intrighi, i dubbi si accavallano mentre al ritmo del thriller si intrecciano risvolti più intimistici.
A chi era veramente rivolto il messaggio telefonico di Antonio? E' mai salito su quell'aereo e dove stava ritornando? Ma soprattutto, chi conosce veramente le pieghe del suo cuore? La sua consorte, il suo amico poliziotto, la madre fedele e stanca, il padre grande letterato che aveva rifuggito abbandonando così anche la sua passione per il mare? Giuseppe Ungaretti e Il
Dolore dominano le pagine del libro. Sono tante le coincidenze che si dipanano nella storia: così come Antonio Branco anche Antonietto, il figlio di Ungaretti, è morto a San Paolo, la ragazza del check-in trovata morta ascoltava Debussy come il padre di Antonio. Alcune sono forse messe per aumentare la tensione, altre sembrano segni del destino, altre sono apparentemente senza un perché.

Marinelli affonda la storia in un humus di radici culturali precise e dinamiche familiari riconoscibili. La trama si sviluppa con le caratteristiche del noir. Tuttavia non manca mai la componente misterica. Ci sono infatti gli elementi classici del genere: una villa abbandonata, gli omicidi, l'indagine poliziesca. Ma Le penultime labbra più che un thriller dell'anima è un racconto legato a una grande storia d'amore che aleggia costantemente tra le pagine del romanzo così come il mare.
Marinelli, classe 1973, insegna regia teatrale; sceneggiatore e autore di drammaturgia contemporanea, regista cinematografico e teatrale, èstato finalista al Premio Campiello nel 2002 con Dopo l'amore e nel 2006 con Ti lascio il meglio di me. Nel 2008 ha pubblicato per Bompiani Non vi amerò per sempre.