Castrovillari

La spia che veniva da... casa, quando l’eredità genera follia

Una donna aveva imbottito di microtelecamere l'abitazione dei genitori. Il processo ricostruisce dissidi familiari per motivi d’interesse con uso di tecnologia alla James Bond.

La spia che veniva da... casa, quando l’eredità genera follia

È la trama un po’ acida, un po’ comica di una spy story nostrana che nel piccolo paese del Cosentino genera imbarazzi e qualche sorrisetto. Da quel borgo vien fuori un copione impregnato di rancore stillato in velenosissime gocce. Nei vicoletti la gente sussurrava da tempo delle tensioni tra una donna emigrata in Germania e i suoi fratelli rimasti qui con gli anziani genitori ma nessuno immaginava certo che la vicenda potesse finire in Tribunale.

E davanti ai giudici di Castrovillari è già stata celebrata la prima udienza che vede la sorella emigrata e un tecnico di una società di videosorveglianza a giudizio. La storia è dentro le carte del processo. È la storia di una famiglia litigiosa per una eredità contesa. I fratelli dovevano spartirsi le case ma non avrebbero mai trovato l’accordo per farlo senza rancori.

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