Sibari

Il fango ancora avvinghia l’area archeologica sibarita

La zona “Casa bianca” del parco di cassano cede all’inclemenza meteorologica. Dopo il disastro del gennaio 2013 lo Stato è intervenutoinvestendo 18 milioni di euro per il complessivo risanamento

Il fango ancora avvinghia l’area archeologica sibarita

Figli di un Zeus minore. Se per una parte degli Scavi di Sibari sono stati spesi diciotto milioni di euro in quattro anni per riportarli alla luce, l’area di Casa Bianca (e in parte quella di “Prolungamento strada”) sono ancora sotto l’acqua e il fango ormai da diverso tempo. L’interesse archeologico per lo scavo, era stato segnalato anche nelle prospezioni dell’università della Pennsylvania e della fondazione Lerici. La zona, oggetto di una “Guida agli Scavi di Sibari” pubblicata nel 2017, che si trova al di là delle aree ammodernate lo scorso anno, è accessibile a chiunque senza controlli e recinzioni. Difronte alla vecchia guardiola con la biglietteria, anch’essa ormai scassinata e abbandonata, diventata ricettacolo di rifiuti, sosta spesso una prostituta in attesa di clienti, quasi a mo’ di guardiana.

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