Corigliano

Nell’antico forno un laboratorio per confezionare le dosi

Blitz antidroga dei carabinieri della compagnia di Corigliano a San Demetrio Corone

Nell’antico forno un laboratorio per confezionare le dosi

È scattata all’alba di ieri mattina, nella cittadina di San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza, il blitz antidroga che ha portato in carcere sette persone del posto. L'operazione, denominata “Forno Antico”, è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di San Demetrio Corone insieme ai militari della Compagnia di Corigliano guidati dal capitano Cesare Calascibetta, e coordinata dal capo della Procura di Castrovillari, Eugenio Facciolla, e dal pm Simona Manera. Le persone finite nel mirino delle autorità inquirenti, alcuni volti già noti, da quanto emerso dalle indagini (suffragate da intercettazioni telefoniche e video-ambientali), utilizzavano un panificio, sito proprio di fronte al Municipio della cittadina arberesh, come laboratorio di confezionamento della droga. Tra le pagnotte e i pani anche i panetti di marijuana pronti ad essere immessi sul mercato. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza, presso la sala stampa della caserma della Compagnia carabinieri di Corigliano Calabro e a cui hanno preso parte, tra gli altri: il procuratore Eugenio Facciolla; il comandante della Compagnia coriglianese, Calascibetta; il maresciallo Perna della stazione di San Demetrio; il pm Simona Manera. Le indagini sono sono iniziate, ha affermato il procuratore Eugenio Facciolla, a seguito di un episodio dall’apparenza insignificante, ma che ha attirato l’attenzione dei militari di San Demetrio, che dopo controlli portavano al rinvenimento di un bilancino di precisione occultato da uno dei soggetti finiti nella rete degli investigatori. In manette sono finiti Pasqualino Rotondaro, assicurato alla giustizia già lo scorso 31 gennaio, poiché trovato in possesso di quasi un chilo e mezzo di droga; Mona Kadri, cittadino di nazionalità albanese che da oltre vent'anni risiede a San Demetrio; Fiore Abbruzzese, titolare dell'antico forno; Giuseppe Lavorato; Francesco Straface; Walter Baffa; Demetrio Gabriele. Per Abbruzzese e Straface il sostituto procuratore Manera, ha chiesto ed ottenuto dal gip, Carmen Ciarcia, la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre per tutti gli altri è scattata la custodia cautelare in carcere. Dalle intercettazioni sarebbe emerso che la banda stava progettando un attentato ai carabinieri. Sequestrato il forno, nel quale sono dovuti intervenire anche i Nas.

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