MANGONE

Cade da sei metri, morto operaio

Il tragico incidente si è verificato ieri nell’area industriale di Piano Lago. A perdere la vita un uomo di 71 anni residente a Rogliano. Si pensa al malore

Cade da sei metri, morto operaio

Si allunga l’elenco dei morti sul lavoro. Ieri mattina, tragico incidente nella zona centrale dell’area industriale di Piano Lago, territorio di Mangone. Un operaio, Dieter Hammelspach, di origini tedesche, ma da circa un quarantennio residente a Rogliano, nel popolare quartiere di Cuti, è caduto da un’altezza di cinque-sei metri, mentre stava lavorando sul tetto di un capannone.

La vittima avrebbe compiuto 71 anni il prossimo 22 maggio e, nonostante la sua età avanzata e tuttavia ancora in buon vigore fisico (dimostrava ben meno dei suoi anni effettivi), si dedicava a fare lavori e riparazioni di vario genere per le sue riconosciute abilità soprattutto in materia edilizia e meccanica. L’uomo è caduto pesantemente al suolo, perdendo la vita sul colpo. Inutili i soccorsi. Sulla dinamica dell’incidente si sono intersecate diverse e contrastanti versioni per l’intera giornata di ieri. I carabinieri della compagnia di Rogliano e quelli della vicina stazione di Piano Lago, che hanno operato al comando del capitano Giovanni Caruso, hanno mantenuto il più stretto riserbo.

Il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Cosenza, Giuseppe Visconti, che si è recato sul posto, dopo le prime valutazioni del caso, ha disposto una perizia medico-legale. Anche sugli esiti dell’autopsia, effettuata presso l’ospedale dell’”Annunziata” di Cosenza, non è filtrato alcunché, anche se sarebbe stato accreditato l’incidente ed esclusa ogni altra ipotesi. Stando alle ultime risultanze, l’uomo sarebbe uscito di casa di buon mattino. In famiglia avrebbe riferito di essere diretto a Piano Lago per un lavoretto da effettuare nel capannone di un suo amico. Giunto sul posto, l’operaio, a quanto pare, sarebbe salito sul tetto per qualche riparazione, probabilmente destinata ad evitare infiltrazioni d’acqua.

A questo punto, non si sa cosa sia successo di preciso. Un malore, un piede in fallo, un movimento sbagliato – chi può dirlo? – avrebbero causato la paurosa caduta da quell’altezza. Non si esclude l’ipotesi che il peso dell’uomo abbia potuto provocare lo sfondamento del tetto ed il suo volo nel vuoto sino all’impatto mortale.

Un urlo avrebbe destato l’attenzione di qualche operatore al lavoro nei pressi del capannone, che, prontamente intervenuto, ha cercato di soccorrere l’uomo, schiantatosi al suolo, sanguinante. Dato l’allarme, sul posto è intervenuta un’ambulanza del “118” con l’elisoccorso pronto al trasporto in ospedale. Non c’è stato nulla da fare. L’urto a terra è stato fatale.

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