Cosenza

Strage di giovani
sull’asfalto cosentino

Giovanni Libertino aveva 25 anni ed è morto nella sua città Praia a Mare. In sella alla sua moto si è schiantato contro una Peugeot 308. Sulla Statale 107, dalle parti di Rende, si è spento a 23 anni, Antonio Vetere, di Cosenza, laureando all’Unical. La “107” su cui viaggiava s’è scontrata con un’altra auto.

Strage di giovani  sull’asfalto cosentino

Antonio Vetere e Giovanni Libertino

Antonio Vetere aveva il sorriso di chi deve ancora compiere 23 anni. Un sorriso pieno di vita sul quale si leggevano chiaramente le gioie e le speranze di quell’età, i sogni nel cassetto e gli obiettivi futuri d’un ragazzo con tutta la vita ancora davanti a sé. Un giovane alle prese con gli studi universitari ormai in dirittura d’arrivo, il lavoro, gli affetti familiari e gli amici di sempre, quelli che ancora non riescono a realizzare che Antonio non lo rivedranno più, almeno fisicamente. Il cuore del 23enne s’è infatti fermato nel pomeriggio d’un ferragosto torrido e funesto, a poche ore di distanza dal violento frontale tra l’auto condotta dal ragazzo e un altro veicolo. Teatro dell’incidente quella maledetta striscia rendese della Statale Silana-Crotonese, una manciata di chilometri macchiati dal sangue di tante, troppe vittime della strada.

Antonio, lunedì mattina, stava viaggiando verso il capoluogo bruzio quando s’è scontrato per cause ancora in corso d’accertamento contro un’automobile che procedeva in direzione opposta. L’impatto è stato durissimo, tanto da ribaltare uno dei due veicoli. I primi soccorritori si sono immediatamente accorti della gravità della situazione, allertando con rapidità la centrale operativa del Servizio di urgenza ed emergenza medica. Tre le ambulanze per altrettanti feriti, scattate a sirene spiegate verso la poco distante Annunziata. Gli specialisti dell’ospedale cosentino hanno così avviato tutte le cure del caso, ma quella di Antonio s’è presentata fin dal primo istante come la situazione clinica più complicata. Il 23enne ha però lottato fino all’ultimo, aggrappandosi alla vita per diverse ore. Ma quelle ferite hanno avuto purtroppo la meglio, spezzando per sempre l’esistenza del ragazzo e i cuori di chi gli voleva bene. Sull’impatto fatale indagano adesso gli agenti della Polizia stradale, diretti dal comandante provinciale Antonio Provenzano.

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Un’esistenza, quella di Giovanni Libertino, 25enne di Praia a Mare, troncata dal destino beffardo a Ferragosto in località Fiuzzi. Era in sella alla sua moto, il giovane. Stava percorrendo l’arteria che affaccia sull’Isola di Dino, quando, dopo le 15.30, per cause in fase di accertamento da parte dei carabinieri della Compagnia di Scalea, c’è stato lo scontro con una Peugeot 308, guidata da un 26enne campano, con a bordo altre due persone, rimaste illese. Da una prima quanto sommaria ricostruzione della dinamica, pare che la macchina stesse viaggiando in direzione nord, per poi decidere di svoltare a sinistra e imboccare un sottopassaggio ferroviario. Libertino, a bordo della sua Cbr, stava percorrendo la stessa direzione, ma pare non sia riuscito a schivare la Peugeot. Violento l’impatto: la moto è andata a sbattere contro la fiancata dell’auto, per poi incastrarsi sotto la carrozzeria. Il 25enne sarebbe morto sul colpo. Immediate le richieste di soccorso da parte di quanti, allibiti, hanno assistito alla scena tragica. A sirene spiegate, in località Fiuzzi è arrivata un’autoambulanza: l’equipe medica, però, non ha potuto far altro che constatare il decesso di Libertino, poi trasportato all’obitorio del Capt di Praia. Illesi i passeggeri della Peugeot, mentre il conducente è stato trasportato all’ospedale “Iannelli” di Cetraro per accertamenti. Per estrarre la moto da sotto la macchina è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del Distaccamento di Scalea. Sul posto anche i carabinieri di Praia, diretti dal maresciallo Massimo Maniaci, e coordinati dal capitano della Compagnia, Alberto Pinto. Parenti e amici, addolorati, si sono stretti attorno ai genitori, arrivati sul luogo dell’incidente, increduli e stravolti. Inconsolabili le loro lacrime, la disperazione di due persone che pensano a quanto possa essere crudele il destino, se permette a due genitori di sopravvivere al figlio.

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