Cosenza

Molotov vicino
alla Questura

Era collocata in una cabina telefonica, nella piazzetta antistante la chiesa di Santa Teresa, a poche centinaia di metri dalla questura. Ben visibile, è stato facilmente individuato dagli agenti della DIGOS. Mancava solo l’innesco

cabine molotov cosenza

Le cabine del ritrovamento

Era collocato in una cabina telefonica, nella piazzetta antistante la chiesa di Santa Teresa a Cosenza, a poche centinaia di metri dalla questura, visibile al punto giusto e infatti è stato facilmente individuato dagli agenti della DIGOS, l’involucro contenente una bomba molotov: una bottiglia piena di liquido infiammabile sistemata su alcuni fogli di giornale, mancava solo l’innesco che in questi casi può essere uno straccio intriso del liquido o un mazzetto di fiammiferi. Una collocazione strategica  e non certo casuale, quella scelta. Forse un gesto dimostrativo nei confronti della polizia. Ricordiamo che questi ordigni incendiari improvvisati, come vengono definiti sono utilizzati prevalentemente in azioni di guerriglia o nelle manifestazioni violente di piazza. E non va sottovalutato che solo ieri è arrivata la  sentenza  definitiva, quella della cassazione per gli scontri al G8 di Genova e in particolare per i pestaggi nella caserma Diaz con pesanti condanne per alcuni dirigenti  di primo piano della polizia. Una sentenza definita storica dai gruppi antagonisti e dalle vittime di quella brutta pagina della storia recente Italiana che ha visto scontri senza precedenti tra forze dell’ordine e manifestanti innescati dalla violenza dei black bloc, con abusi e violazioni da entrambe le parti e con un morto, Carlo Giuliani. Il sostituto procuratore del tribunale bruzio Antonio Tridico  a cui il procuratore capo Dario Granieri ha affidato le indagini,  sta vagliando anche questa coincidenza sospetta,  pur non escludendo nessuna altra ipotesi. Ad un prima lettura dei fatti l’abbandono dell’ordigno per disfarsene oppure di  un avvertimento sinistro nei confronti di qualche commerciante della zona o della chiesa appaiono piste molto remote.  Il materiale è stato immediatamente inviato al laboratorio della polizia scientifica della questura di Reggio Calabria. Gli specialisti dovranno rilevare eventuali impronte ed analizzare le varie componenti per poter risalire agli autori.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi