S.Marco Argentano

Restano in carcere
i genitori

Restano in carcere il quarantenne di San Marco Argentano e la moglie, quarantaduenne, accusati di violenza sessuale, maltrattamenti e minacce nei confronti del figlioletto di sette anni. Il GIP del tribunale di Cosenza, ha infatti, rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali della coppia

violenza bambino

Restano in carcere il quarantenne di San Marco Argentano e la moglie, quarantaduenne, accusati di violenza sessuale, maltrattamenti e minacce nei confronti del figlioletto di sette anni. Il GIP del tribunale di Cosenza, ha infatti,  rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali della coppia accompagnata per quanto riguarda la donna da relativa certificazione medica di incompatibilità con la detenzione, soffre di una malattia invalidante. Ma evidentemente per il giudice delle indagini preliminari, pur considerando il loro disagio sociale,  sussistono i motivi per la detenzione. Anche la procura bruzia, guidata da Dario Granirei, che ha condotto le indagini e ottenuto il provvedimento di custodia cautelare, aveva espresso parere negativo sull’opportunità che i due tornassero in libertà. Fatta salva  la presunzione di innocenza e rimarcando il fatto che siamo in fase preliminare, la vicenda è a dir poco scabrosa,  sconcertante, allucinante. Le violenze subite dal piccolo sono un racconto da incubo che, con tutte le cautele del caso, non possono essere frutto solo dell’immaginazione di un ragazzino di sette anni. Violenze e maltrattamenti descritte dalla piccola vittima in maniera dettagliata ad una educatrice insospettita dal suo comportamento esageratamente aggressivo e confermate anche agli operatori che, dopo l’allontanamento del piccolo dalla famiglia deciso dal tribunale dei minori, lo hanno in cura nella casa famiglia dove vive attualmente: legato mani e piedi al seggiolone, chiuso in bagno per ore, picchiato con la cinghia, preso a calci e pugni, seviziato con le sigarette e poi le violenze sessuali, l’essere costretto ad assistere ai rapporti dei genitori e Dio solo sa quante altre barbarie ha dovuto subire dai primissimi anni di vita fino allo scorso mese di marzo quando è intervenuta l’autorità giudiziaria. Un orrore che il piccolo dovrà necessariamente rivivere nell’interrogatorio protetto a cui sarà sottoposto durante l’incidente probatorio con il padre e la madre fissato per il 13 luglio prossimo. I genitori nell’interrogatorio di garanzia hanno respinto le accuse, confermando solo qualche maltrattamento a fini educativi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi