Cosenza

Arrestato il boss
Francesco Patitucci

Fermato per un controllo stradale dai carabinieri del Reparto provinciale. Era alla guida di un’auto senza patente e armato di pistola

Arrestato il boss  Francesco Patitucci

La paletta del carabiniere del reparto provinciale in servizio a un posto di blocco in pieno centro cittadino s’alza per ordinare l’alt al conducente d’una utilitaria. L’uomo alla guida scende, è un volto noto negli archivi giudiziari, un uomo importante, considerato dalla Dda come uno dei “baroni” della ’ndrangheta. È Francesco Patitucci, 55 anni. Non dovrebbe essere a Cosenza perchè nel provvedimento della sorveglianza speciale che gli è stata applicata c’è anche l’obbligo di dimora a Rende. E non dovrebbe essere alla guida perchè sarebbe sprovvisto di patente. Così, gl’investigatori del colonnello Milko Verticchio lo invitano ad approfondire quel controllo, come se già ne conoscessero l’approdo finale. Lui appare nervoso, non vorrebbe sottoporsi agli accertamenti. Il motivo? Una pistola detenuta illegalmente. Una “compagna di viaggio” che chiude definitivamente la partita. Le manette si stringono ai polsi dell’uomo. Il boss torna in cella grazie all'efficacia dello schema di prevenzione studiato dal comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Fabio Ottaviani.

Patitucci era uscito dal carcere a settembre dopo aver scontato la pena incassata nel processo Terminator. Una condanna sollecitata dal pm antimafia Pierpaolo Bruni che lo aveva trascinato in giudizio con l’accusa di gestire il racket delle estorsioni. I pentiti lo avevano inchiodato al ruolo di “reggente” della cosca durante la latitanza di Ettore Lanzino. Patitucci sarebbe stato il capo della nuova ’ndrangheta confederata di Cosenza, l’uomo di fiducia del boss invisibile. E proprio in nome del “capo dei capi” dell’onorata società bruzia, Patitucci avrebbe imposto la “mazzetta” a imprenditori e commercianti. E sarebbe stato lui stesso a passare per l’incasso. Nessuno si sarebbe potuto rifiutare. Ieri, però, Patitucci è caduto nella rete dei carabinieri. I suoi legali, gli avvocati Marcello Manna e Laura Gaetano, nel corso dell’interrogatorio per la convalida, chiederanno, probabilmente, una misura alternativa alla carcerazione. Ma sarà dura. Quella pistola pesa come un macigno sulle possibilità di Patitucci di ritornare in libertà.

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